mercoledì 31 maggio 2017

Bisogni e appagamenti

Tra una settimana il Navigante tornerà a casa, anche questi due mesi sono passati. Ancora due mesi lontani, ancora una volta lui a lavorare e a farsi una vita da semi-single mentre io a fare da mamma single con l'aiuto di una nonna a metà. Su 4 anni in Francia il Navigante ha fatto 20 mesi fuori e poteva andare anche peggio, quindi dovrei pure ringraziare.
Francamente ne ho le palle piene!
Ho una famiglia incredibile, che ho sempre fortemente voluto e che mi sono costruita con un sacco di sforzi, ma mi posso godere i risultati sempre a metà, sempre a periodi spezzetati oppure da sola. So che il Navigante non ha il potere di cambiare totalmente le cose, ma so anche che alcuni passi avrebbe potuto farli e non ha voluto. So anche che per lui non è facile stare lontano dalla sua famiglia, certo è che non è in una prigione russa, sta sempre fuori a cena, a chiacchiere con i colleghi, a fare sport...
Io invece sono a casa, mi smazzo i figli, mi smazzo i traslochi, mi smazzo il rendere la nostra vita il più velocemente routinaria ogni volta che ci spostiamo, mi smazzo i c@zzi e mazzi in toto e nel mentre cerco di infilarci qualche ora di corsa, qualche uscita con un'amica, l'esame di francese e magari una mezz'ora di solitudine e pace giornaliera (perché qui non c'è solitudine e pace manco seduti sul trono!!).
Sono felice delle mie scelte, ma è frustrante a volte sapere che in fondo non faccio niente se non in funzione degli altri, in primis mio marito e i miei figli, non c'è niente che faccia in funzione dei miei desideri (perché un paio di ore di corsa alla settimana non vengono annoverati come desideri appaganti giusto?) perché aggiungere anche i miei desideri in questa nostra vita così complicata sarebbe più complicato di un tetris al nono livello velocità massima.
Il Navigante mi ha detto che è giusto ci sia spazio anche per i miei bisogni. E allora ho iniziato a pensare...di cosa hai bisogno Me Stessa?
Ho bisogno di famiglia, ho bisogno di un marito presente con cui poter fare un po' di vita di coppia, ho bisogno di sesso, ma quello vero, non quello che "piano che si svegliano" e "adesso dormono si può".
Ho bisogno di dormire, che qui le sveglie con l'orario nuovo e il caldo sono sempre più anticipate, di domenica ovviamente, mentre durante la settimana bisogna schiodarli dal letto e io se non dormo divento una belva.
Ho bisogno di sentirmi di nuovo donna e riappropriarmi del mio corpo, un corpo completamente nuovo che devo imparare ad amare, un corpo da mamma con smagliature e tette post allattamento.
E ho bisogno di qualcosa che mi faccia battere il cuore, che non siano solo mio marito o i miei figli. Solo una cosa mi ha fatto battere il cuore come loro: il mio sport, la canoa, sono passati 13 anni da quando - mannaggia a me - l'ho lasciata eppure lei è ancora lì ficcata nel mio cuore e solo a pensarci la ferita sanguina e anche abbondantemente. Sto cercando qualcosa che mi faccia battere il cuore come la canoa, ma non ci sono ancora riuscita. Viaggiare mi piace, ascoltare la musica mi piace, correre mi piace...ma la canoa, mioddio...ne sono innamorata pazza! E da quando inizio a separarmi un po' dal mio ruolo di mamma, con i nani che crescono, la canoa torna a occupare prepotentemente parte dei miei pensieri, in fondo a 15 anni volevo vincere le Olimpiadi e fare tre figli...fatti i tre figli rimangono le Olimpiadi...
Tornare in Italia mi apre a una miriade di possibilità, come succede sempre quando si cambia; ho pensato a fare il corso per allenatori, ho pensato a tornare a casa e far resuscitare il mio club ormai morto e sepolto...Ma poi, ma poi...Quanti sacrifici dovrebbe fare la mia famiglia? Non ne fa già abbastanza per seguire il lavoro del Navigante? E' davvero questo quello che renderebbe la mia vita appagante da ogni punto di vista? Non lo so...
Quello che so è che sono un essere che è in ricerca continua di appagamento, non mi basta mai quello che ho, nemmeno quando quello che ho mi rende felice. Voglio altro, voglio ancora, voglio di più, da brava agonista!
Stare da sola mi fa pensare troppo, poi escono sti post sconclusionati che cercano di mettere un punto a tutto il vortice che ho in testa, ma che forse fanno solo danni e annoiano chi li legge. Chiedo venia, ma ricordatevi solo questo: due mesi di assenza maritesca...

lunedì 29 maggio 2017

Ile de Porquerolles, un po' di mar di Sardegna in Costa Azzurra

Visto il bel ponte lungo, avevo previsto qualche bella gita fuori porta, ma un dolore al dente (ovviamente proprio quando dal dentista non si può andare...) mi ha un po' frenato facendo saltare la gita a un'abbazia qua vicino, ma non la giornata sull'ile de Porquerolles.
Questa isola, che fa parte dell'arcipelago delle isole di Hyeres, è una zona ecologica di salvaguardia della natura e gran parte di essa è parco nazionale insieme a un'altra isola dell'arcipelago, quella di Port Cros da cui il parco prende il nome. Ho conosciuto questo luogo grazie a Fabiana, qualche mese dopo essere arrivata, e ho subito cercato di organizzare una giornata lì, ma non mi è bastata e forse non mi basterà mai, perché ci sono ritornata con mia madre, ma volentieri ci rifarei un giretto prima di traslocare...
L'isola è piccolina, non circolano auto, se non i furgoni che portano la merce nei vari negozi del villaggio durante ore prefissate, e quindi se si decide di esplorarla si può farlo a piedi o in bicicletta. Ovviamente la seconda opzione è quella che permette di girare molto di più e noi così l'abbiamo visitata la prima volta, con i bimbi che ancora stavano nel seggiolino. Quel giorno io e il Navigante abbiamo litigato proprio di brutto e devo dire che la gita non è andata come previsto, ma il souvenir di questa isola paradisiaca non me l'ha tolto proprio nessuno. Non abbiamo fatto l'intero periplo, abbiamo girovagato un po' nei dintorni del villaggio, mentre io mi sono addentrata un po' di più dopo aver parcheggiato marito e bimbi nella plage de l'argent, raggiungibile anche a piedi dopo aver sorpassato il piccolo villaggio vicino al porto.
Con mia madre invece ho optato per la prima opzione, niente bici quindi, ma ci siamo mossi a piedi nella zona a sinistra rispetto al porto, ossia verso la plage de notre dame. La passeggiata per arrivarci è piacevole e veloce, sia all'andata che al ritorno quando si è ovviamente più stanchi, ed è possibile farla anche con il passeggino (ma io avevo preso lo stesso lo zaino portabebè per comodità).
Entrambe le spiagge hanno zone di ombra, dettaglio per me essenziale se mi muovo con i nani perché odio dovermi portare anche l'ombrellone, oltre a cambi, cibo e magari giochi (che però qui non ho portato, si sono arrangiati con legni, sassi e il mare ovvio!).
Se decidete di visitare queste isole, cosa che vi consiglio caldamente, è importante sapere che il biglietto del ferry non è regalato, soprattutto se viaggiate con la bicicletta, ma ne vale davvero la pena se amate natura selvaggia e mare limpido. Se non avete con voi le biciclette non disperate: sull'isola ci sono tantissimi posti dove poterle noleggiare con svariate possibilità: bici adulti/bambini, rimorchio, seggiolini, bici elettriche, etc.etc. e il prezzo non è molto più alto del doverle trasportare con il traghetto.
Io non ho provato i vari ristoranti, mi sono portata sempre dietro il picnic per poi fare merenda in paese con un gelato, ma nel caso vogliate mangiare là ho dato un'occhiata ai prezzi e non hanno rincari eccessivi rispetto alla "terra ferma", siamo in Costa Azzurra e i prezzi sono alti ovunque! C'è anche sicuramente un piccolo supermercato e un fruttivendolo nella piazza principale del villaggio.
Questa piccola isola, che tanto mi ricorda l'arcipelago della Maddalena in Sardegna, mi rimarrà nel cuore, spero di riuscire a fare un'altra giornata con il Navigante portando dietro le biciclette, visto che i bimbi me l'hanno chiesto, ma non sono sicura che riusciremo a incastrare tutto quello che vogliamo fare prima del nostro rientro definitivo. Intanto facciamo ritornare il Navigante a casa, poi si vedrà!

giovedì 25 maggio 2017

Vacanze sprecate

Oggi qui in Francia è cominciato il più lungo dei 4 ponti previsti tra maggio e giugno: il ponte dell'Ascensione che culmina con la fête des mères per cui ho già ricevuti doni su doni (fiori di carta, collanina con cuori, maree di poesie...).
Questo ponte lungo senza il Navigante mi scoccia da morire, perché con il camper saremmo potuti partire ieri dopo scuola per ora di pranzo e avremmo avuto quasi cinque giorni di vacanza, ma tant'è...Avevo pensato di andare comunque fuori, senza camper, affittare un appartamento con Airbnb e via, ma mia madre quest'anno non è proprio di grandissimo aiuto e spesso mi ritrovo a dover pensare come se avessi un bambino in più.
Per farvi capire: domenica scorsa siamo stati a Marineland e, il giorno prima, mentre stavo preparando i vestiti per i nani mi è venuta a chiedere cosa doveva mettersi. Ora, capisco tutto, ma cappero pure dei vestiti di mia madre devo pensare?!? Non parliamo del fatto che ha male al ginocchio, ha ancora l'orecchio tappato dalla bronchite presa in UK e ogni volta che facciamo qualcosa di carino, sospira mogia mogia con la mente a tutte le cose che non potrà più fare assieme a suo marito.
Non fraintendetemi, non la sto criticando, nè mi sto lamentando, ha perso suo marito e qui da me deve pure adattarsi a delle regole che non sono quelle di casa sua, capisco bene che ci si possa sentire non a proprio agio, ma ammetto che dopo un mese i suoi scatti d'umore simil adolescenziali (in realtà parte integrante del suo carattere da sempre, ma con periodi più o meno ricolmi) iniziano a darmi ai nervi. Anche peggio che quando è di pessimo umore da la colpa a me, perché sicuramente io sono troppo severa (che madre degenere che cerca di educare i suoi figli a comportarsi civilmente!1), o poco attenta ai bimbi (perché non gli sto con il fiato sul collo), o troppo nervosa (perché magari metto fretta nell'uscire di casa), o perché che cavolo ne so, l'importante è che sia io il capro espiatorio di tutti i suoi mali, altrimenti senza la mia nefasta presenza lei sarebbe la persona più serena di questo mondo.
La sua compagnia questa volta è tutto fuorché piacevole e mettermi a impacchettare tutti per andare anche solo a fare un picnic in giornata è pesante, figurarsi programmare 3/4 giorni fuori! E quindi niente, rimaniamo qui, cercando di programmare qualche gita nei dintorni, ma senza godere davvero a pieno di questi giorni extra di vacanza, un vero peccato soprattutto in vista del nostro trasferimento. C'e pure vento quindi niente spiaggia #mainagioia oh!!!

lunedì 22 maggio 2017

Come cercare asili e scuole a quasi 1000km di distanza

Sapendo che questo poteva essere il nostro ultimo anno in Francia, ci siamo attivati da settembre scorso per organizzare il rientro, in particolare per la ricerca delle scuole e le eventuali iscrizioni.
Non è stato per niente facile, perché non conosciamo assolutamente il territorio, non avendo mai vissuto a Roma, non conosciamo scuole, nè persone che vivono lì (Roma è grande e nessun nostro amico o conoscente abita nella nostra zona) e, cosa ovviamente scontata parlando dell'Italia, è quasi impossibile reperire info in internet o, alle volte, anche solo tramite telefonata.
Quindi, se mai qualcuno si trovasse nella mia situazione, vi spiego come mi sono organizzata io.
Per quanto riguarda la scuola materna ed elementare del Vitellino e della Belva ho cercato informazioni sulle scuole nei due quartieri vicino ai quali abiteremo. Mi interessava non dover muovermi troppo nel traffico romano e che le due scuole fossero vicine, queste le due priorità. Quando poi ho visto che una delle due scuole era un istituto comprensivo che dalla materna arrivava fino alle medie e che, soprattutto, aveva un buon sito internet aggiornato che mi dava un'ampia panoramica di come poteva essere la scuola su attività e vita al suo interno...bè non c'è stata storia!
Non ho avuto grossi problemi con le graduatorie, a parte che, per sapere se avevano preso il Vitellino, l'unico modo era andare di persona...ma all'ennesima mail del Navigante dove spiegava che lui era in Bahrein e io con i bimbi in Francia, ci è stato gentilmente concesso di saperlo tramite mail.
Per quanto riguarda i nidi le info su internet sono più presenti perché probabilmente è il modo migliore di farsi pubblicità, solo che per lui mi interessava soprattutto un asilo, magari di quegli asili in famiglia con pochi bimbi, che fosse ovviamente vicino casa e che fosse flessibile con gli orari, dandomi la possibilità di lasciarlo solo qualche mattina, proprio come faccio qua in Francia; ho trovato che questo entrare gradualmente nel sistema (1/2 volte mattine a settimana nel primo anno di nido, 2/3 mattine nel secondo, poi solo mattine in prima materna, poi aggiungere qualche giorno di mensa...) sia un'ottima cosa per me e per i miei bimbi. In Italia questo sistema non è molto usuale, ma essendo in una grande città non è stato così impossibile trovare strutture che mi potessero dare questa possibilità. Anche il costo ovviamente era uno dei parametri, visto che i nidi in Italia sono mediamente più costosi rispetto alla Francia, per di più noi qui siamo in un nido militare, che ha prezzi ancora più bassi.
Alla fine ho contattato due strutture, ma quella che si trova nel quartiere dell'istituto comprensivo dei fratelli maggiori aveva decisamente la priorità e non solo per la vicinanza all'altra scuola e un costo leggermente inferiore. Questo nido, che è in realtà un cosidetto spazio Be.Bi (qui viene spiegato questo servizio integrativo del comune di Roma), è gestito da un'associazione senza fini di lucro creato da un padre di un bambino autistico, che non trovava un'offerta formativa che aiutasse davvero l'integrazione di quei bimbi che hanno bisogno di una cura e un sostegno differenti. Insomma dopo aver mandato i miei figli in una prima asilo dove insieme alla maestra c'erano un'assistente nera e una down, nonché buona parte dei bimbi nelle classi sono arabe, non posso che approvare in toto la volontà di far crescere i bimbi a contatto con realtà completamente differenti e, a volte, anche meno fortunate. Questa associazione non ha solo questo spazio, ma molti altri servizi per bambini e adulti con prezzi molto interessanti ed ho già notato che potrei far fare delle lezioni di spagnolo ai due nani grandi.
Insomma alla fine non so se ho fatto le scelte giuste e non lo sapremo fino a quando non ci trasferiremo e le vivremo nella nostra pelle, ma purtroppo nella nostra situazione non potevamo fare altrimenti. Quello che consiglio in questi casi è di stilare in modo molto specifico le priorità per ogni tipo di scuola, armarsi di santa pazienza, di Google maps e cercare, cercare, cercare. Ma soprattutto lasciarsi seguire dal proprio istinto...e speriamo che ce la caviamo!

venerdì 19 maggio 2017

Ancora gita

Altro giro, altra corsa: ieri sortie d'ecole (gita scolastica) con la classe della Belva in una fattoria didattica poco distante da Toulon. Niente di speciale, intendiamoci, una piccola fattoria con alcune attività organizzate apposta per i più piccoli, la possibilità di accarezzare capre, conigli, asini, galline e, infine, tutti a mangiare il proprio picnic seduti per terra insieme agli amici...per un bimbo della materna più che sufficiente per essere felice!
Questa volta, al contrario della gita del Vitellino, tutto è filato liscio liscio anche se la classe della Belva è nota come quella con i bimbi più turbolenti e insieme c'era anche la classe dei piccoli. Qualche capriccio, un po' di difficoltà nel tenerli in fila al momento degli spostamenti, ma per il resto tutto gestibilissimo.
La Belva era al settimo cielo per avermi lì, con me quando poteva, ma interessata alle attività e ai suoi amici, proprio come è giusto che sia. Se penso che invece due anni fa non ho voluto accompagnare la sua classe in gita appositamente perché sapevo che non sarebbe stata una giornata idilliaca: lei sarebbe stata troppo appiccicata a me e piagnucolona, oppure mi avrebbe sfidato con comportamenti mirati al farmi arrabbiare fino allo sfinimento, perché questo era il suo modo di rapportarsi a me fino ad un anno e mezzo fa circa; io invece sarei stata troppo attenta a lei, ai suoi bisogni, ai suoi comportamenti giusti o sbagliati per poter essere una buona accompagnatrice. Ora invece finalmente riusciamo entrambe a godere della presenza reciproca e del fatto di essere le uniche femmine di casa ed è davvero magico il rapporto che stiamo creando.
Con un po' di tristezza penso che potrebbe essere l'ultima volta che faccio da accompagnatrice a una gita, perché so che in Italia i genitori non vengono molto coinvolti con le attività scolastiche. Qui tra gite, vendita delle torte (anche se quest'anno, causa piano antiterrorismo, è saltata), spettacolo finale, i genitori sono più che invogliati a partecipare per dare una mano; addirittura alla primaria ci sono i genitori che accompagnano al corso di piscina, che si tiene per 10 settimane durante l'anno scolastico. Insomma do ut des: la scuola propone molte attività, ma la partecipazione da parte di mamme e papà è fortemente richiesta.
Sono curiosa di vedermi in un ambiente completamente diverso come quello italiano, sarà per me tutto nuovo e, come ho già detto diverse volte, mi sentirò un po' straniera a casa mia!

mercoledì 17 maggio 2017

E quindi...Roma

Dai, parliamone! E' tempo di mettere nero su bianco i vari sentimenti che mi borbottano dentro riguardo al nostro trasferimento dalla Costa Azzurra a Roma.
Dovrebbe essere facile, in teoria, far fronte a questo cambiamento per niente inaspettato: sapevamo di dover rimanere qui 3 anni, che poi si sono trasformati in 4 grazie a una nuova legge sulle missioni in ambito NATO; sapevamo anche, con certezza quasi matematica, che la destinazione successiva sarebbe stata Roma, una destinazione non molto amata in ambito militare, a causa di lavoro d'ufficio e non "sul campo", spesso con orario indecenti, per non parlare della location di questi uffici: pieno centro città, il che significa o svenarsi con gli affitti/mutui, o farsi km e km di traffico mattutino e serale. Il Navigante, in tempi non sospetti, aveva acquistato una casa ancora in progetto tramite una cooperativa militare a un prezzo davvero vantaggioso e pronta proprio quest'anno per essere abitata ufficialmente, quindi noi facciamo parte della categoria "km e km di traffico" every day. Yeah.
Saperlo però non rende per niente facile digerire questa notizia, nemmeno sapere di avere un punto di appoggio e aver già tutti e tre i punti nelle relative scuole. No, questo cambiamento non sarà facile.
Non sarà facile passare da una realtà umana e adatta alla famiglia con scuole, lavoro, parco, spiagge tutto a portata di piedi e bici, alla realtà di una capitale caotica e incasinata come quella di Roma. Non sarà facile tornare in Italia, riadattarsi a quello che, credo, nessuno di noi ama del nostro paese: disorganizzazione, traffico, legge del più furbo sopra ogni altra legge, sfruttamento sul lavoro, tutela della famiglia nulla, per non parlare delle nostre città spesso sporche e mal tenute. Non sarà facile ricominciare tutto daccapo dopo quattro anni di una routine che ci piace e, soprattutto, con tre bambini ormai grandi e due dei quali ben coscienti di questo cambiamento.
Un anno fa, quando la certezza di tornare era al 99% mi ero fatta prendere molto dallo sconforto, so a cosa vado incontro, in particolare riguardo al Navigante e al suo lavoro. Però mi sono detta che non potevo essere negativa, perché se io fossi stata negativa lo sarebbero stati anche i bambini e non voglio che vivano male questa nuova esperienza. Non è stato poi così difficile cambiare rotta, ritornare in carreggiata ed evitare questo pessimismo-e-fastidio che mi aveva completamente accecata, perché, in fondo, sì l'Italia ha mille difetti, Roma forse anche qualcuno in più, ma...perdindirindina! E' Roma!! La capitale della nostra cultura, della storia di quasi tutta l'Europa, una capitale che comunque ti può offrire tanto, tantissimo! E poi scusatemelo, ma per me la pizza romana è la migliore in assoluto e dopo 4 anni di pizza francese non vedo l'ora di farne indigestione!
C'è stato quindi quello che i francesi chiamano déclic, il mio cervello ha cominciato a vedere altro, oltre a tutti i lati negativi, ha cominciato a ricordare com'è facile farsi degli amici in Italia, com'è bello uscire a mangiare fuori senza spendere 50€ come se niente fosse, ma soprattutto a tutte le bellezze storiche e naturali che ci circondano e che non vedo l'ora di scoprire o riscoprire insieme alla mia famiglia.
Lo so che l'adattamento non sarà una passeggiata e forse non riusciremo mai a pieno a riadattarci, ma non importa, ormai ho imparato a vivere anche gli spostamenti in patria come una sorte di esperienza expat, come se fossimo turisti a casa nostra; mi risulta facile farlo visto che ci spostiamo molto spesso e ogni nostra regione ha le sue perculiarità da scoprire. E nel frattempo sogniamo la prossima destinazione estera, perché ci sarà, eccome se ci sarà...

mercoledì 10 maggio 2017

Doniamo l'acqua a tutti i bambini del mondo!

Momento doccia, sempre le solite raccomandazioni di mamma.

Io: Vitellino muoviti, sciacquati veloce, non lasciare l'acqua andare così tanto tempo!!
Vitellino: ...perché?
Io: COME PERCHE'???? Dai te lo dico sempre: l'acqua innanzitutto costa e poi non si spreca, che è importante per l'ambiente. Inoltre non è giusto nei confronti di tutti quei bimbi che l'acqua non ce l'hanno.
Vitellino: ma perché non ce l'hanno?
Io: perché sono poveri e abitano in zone dove c'è poca acqua o è difficile trovarla.
Vitellino: li possiamo far venire a casa nostra!
Io: ma chi?? I bambini??
Vitellino: sì, tutti quelli che non hanno l'acqua! Possono venire a casa nostra e usarla!
Io: ma sono un po' tantini, purtroppo, per farli venire tutti.
Vitellino: ma non importa! Possono venire lo stesso, no?

Meno di cinque anni e un cuore grande come una casa!
Almeno so che, se mai decidessi davvero di prendere un bambino in affido o adottarlo (una cosa che, non so perché, sento dentro come sentivo dentro il voler portare in grembo un figlio...), non incontrerei resistenze!

martedì 9 maggio 2017

Primo vero weekend di attività primaverili

Forse alla fine il beltempo è arrivato, seppur con almeno due settimane di ritardo e con un vento che ha rovinato questo weekend lungo (l'8 maggio in Francia è festa per l'armistizio della seconda guerra mondiale), ma oggi sono in maniche corte, ho tolto il body al Francese e gli altri due nani sono usciti per andare a scuola solo con la giacchetta di jeans.
E' stato un primo weekend all'aria aperta, fatto di picnic in spiaggia, natura e amici; aspettavo questo tempo, aspettavo i picnic, l'aria aperta, gli amici, aspettavo tutto questo perché so che fa bene al mio umore, so che mi fa vedere il bicchiere mezzo pieno, so che rende la mia giornata migliore e mai come quest'anno ne ho bisogno.
Bando alle ciance, parliamo un po' di gite fuori porta, che sono sempre più interessanti dei post lagnosi che ogni tanto vi tocca leggere.
Quindi dopo aver salutato un sabato di vento e pioggia scrosciante, domenica siamo andati a fare un bel picnic in spiaggia, in barba ai quasi 40 km orari di vento che soffiavano. Abbiamo cercato una spiaggia sulla presqu'ile de Giens a Hyeres che fosse il più riparata possibile e abbiamo scelto la Bergerie, che si trova a sinistra poco prima di arrivare a Giens. Noi l'anno scorso avevamo provato la Capte e la Badine (la Bergerie si trova tra le due), sempre dallo stesso lato e questa è una via di mezzo: sicura per i bambini, ricca di attività e con un bel ristorante con i tavolini sulla sabbia. Peccato il vento che comunque soffiava forte, ci siamo trovati sabbia in ogni dove alla fine della giornata!
Dopo una giornata del genere, dove tra parentesi madre degenere che sono non avevo portato la crema solare con il risultato di braccia mie completamente scottate e spalle della Belva ben arrossate (prima volta in 6 anni di mammitudine che faccio scottare uno dei miei figli!!!!), avevamo bisogno di una giornata calma, fresca e nella natura. Avevo pensato a una passeggiata in uno dei tanti giardini della zona, poi mi sono ricordata di un parco che sta nella mia lunghissima To Do List e che per un motivo o un altro avevo sempre accantonato: Aoubré, una specie di parco avventura con animali e sentieri che va bene un po' per accontentare tutti i gusti. Infatti gli amanti di giardini e animali potranno godere del giardino della farfalle e quello delle erbe aromatiche, della piccola fattoria e di animali a cui dar da mangiare (all'ingresso vendono un bel pacchetto di popcorn per animali a 1€, noi lo abbiamo usato per 4 bambini e per tutto il parco); mentre chi non può fare a meno di giocare ci sono un piccolo parcogiochi in legno con percorso avventura e svariati ponti sospesi per tutte le età (per capirci: ci sono andata anche con il Francese in un paio). C'è ovviamente una zona picnic all'ombra proprio vicino all'ingresso, insieme a un snack bar dove si trovano panini, gelati, bibite.






Se qualcuno ama questo tipo di attività, nel parco è possibile, pagando a parte, fare dell'accrobranche, la traduzione letterale sarebbe "corde", in pratica ci si arrampica sugli alberi con l'attrezzatura da arrampicata. Ci sono percorsi anche per i più piccoli, sotto gli 8 anni (non è specificata un'età minima), ma non so darvi dettagli sull'esperienza perché non l'abbiamo provata, anche perché già in questo modo la giornata è stata parecchio colma di attività.
Il prezzo non è bassissimo, nemmeno se si decide di saltare l'accrobranche, ma in giro ci sono spesso coupon di sconto per l'entrata dei bambini, noi per esempio abbiamo ricevuto tre coupon sconto con una cena al Buffalo Grill e quindi abbiamo pagato solo io e mia madre (il Francese entrava gratis, un coupon l'abbiamo regalato alla famiglia di amici che era con noi), ma spesso anche su Groupon si trovano delle offerte o negli uffici del turismo.
Mi sono un po' ristorata l'anima e il corpo con questo weekend, anche se la mancanza del Navigante pesa ancora di più quando ci sono queste belle giornate. Ancora un mese e poi riprenderemo anche le gite con il camper, dobbiamo smarcarci ancora un po' di Francia prima di rientrare in Italia!

venerdì 5 maggio 2017

Perdere un genitore a 30 anni

In generale ci sono cose che devo scrivere e riscrivere, pensare e ripensare, leggere e rileggere per accettare e andare avanti, se poi parliamo di un lutto devo fare questo centuplicato per riuscire ad affrontarlo. Mi manca però soprattutto un confronto, parlare con qualcuno che sappia cosa provo, leggere qualche esperienza, ma per quanto riguarda la perdita di un genitore in età adulta pare ci sia una sorta di mistero, un tacito accordo di non parlarne.
Perché se perdi un genitore a 30 anni hai diritto alle lacrime, ma con circospezione, ché sei un adulto e non hai il diritto a lasciarti andare, devi essere forte, per i tuoi figli ancora piccoli, che potrebbero non capire e stare male di fronte alle tue lacrime e per l'altro genitore, che ha invece il sacro santo diritto di essere sull'orlo di un baratro molto più di chiunque altro. E poi, suvvia, sei un adulto, comportati come tale e ricaccia dentro tutta quel marasma di sentimenti!
Se perdi un genitore a 30 anni a causa di una lunga malattia sei abbastanza adulto per prenderne coscienza in anticipo e quindi non dovresti essere colto di sorpresa, nè dovresti avere problemi a capire quello che sta capitando, non ci dev'essere qualcuno che ti spiega per l'ennesima volta cos'è l'anima, come si va in cielo, cosa è successo al corpo di tuo padre. Eppure ogni tanto vorresti che qualcuno ti prendesse le mani, ti guardasse negli occhi e ti spiegasse per filo e per segno le cose esattamente come a un bambino, perché in fondo non hai capito bene nemmeno tu tutta sta storia degli angioletti e del non poter rivedersi mai più.
Se perdi un genitore a 30 anni credi che potrai condividere questo enorme lutto con le persone che ti sono più vicine, ma: o non sanno proprio come aiutarti perché non hanno idea di quello che stai passando, come succede con il Navigante, o, se ci stanno passando esattamente come ci stai passando tu, stanno affrontando (o non affrontando) la situazione in un modo diametralmente opposto al tuo cosa che invece che avvicinarvi, vi allontana. E quindi sei essenzialmente sola con un dolore che non sai con chi condividere.
Se perdi un genitore a 30 anni nel bene e nel male sai quello che stai perdendo, conosci quella persona come una persona adulta, staccata da te, la conosci profondamente in ogni suo pregio e in ogni suo difetto, hai fatto pace con quasi tutti i vostri conflitti e l'unica cosa che vorresti è poter continuare a relazionarti con lui da persona adulta, cosa che hai fatto per comunque troppo poco tempo, se non addirittura mai.
Quando perdi un genitore a 30 anni stai male innanzitutto per l'altro genitore, che vedi soffrire in un modo impensabile, perché non si può nemmeno immaginare cosa significa perdere il tuo compagno di vita proprio quando si può godere del lavoro fatto insieme negli anni e questo dolore immenso glielo leggi negli occhi in ogni istante, tanto che vorresti smettere di guardarlo/a. Poi stai male per i tuoi figli piccoli che non avranno la gioia di conoscere il nonno, quel nonno che costruisce altalene, ti porta sul trattorino per tagliare l'erba, ti sistema la scala sull'albero per andare a mangiare ciliegie e che non vuole essere disturbato quando è disteso sul divano a guardare Giallo o TopCrime; loro avranno solo una nonna molto presente, ma a cui sembra sempre manchi qualcosa.
E alla fine stai talmente male per gli altri, che non ti rendi conto che dovresti stare male un po' anche per te, proprio perché hai perso un genitore a 30 anni e quindi non avrai più un padre o una madre a cui presentare un eventuale altro figlio, né a cui far vedere quanto sono bravi i suoi nipoti a leggere, scrivere, correre, far di conto o far impazzire; non avrai un padre o una madre che ti fa sorridere quando lo/la vedi nelle vesti di nonno/a, così diverso da come lo ricordi nella tua infanzia; e non avrai più quella presenza silenziosa che ti ricorda da dove arrivi, le tue radici, la forma degli occhi o il carattere ostico, che beve una birra analcolica mentre ascolta musica e pensa a tutto quello che ancora dovrà venire, non solo a quello che è già stato.

mercoledì 3 maggio 2017

Vita 1 - Saggezza 0

Periodo un po' down per me.
L'anno si sa, l'abbiamo capito, non è propriamente da annoverarsi tra i migliori anni di una vita, ma sto cercando di vederla in prospettiva, che un anno di m€rd@ su 80 (che sarebbe la vita media, poi non si sa mai) insomma dai, ci può anche stare, che prima o poi passerà, che i ricordi poi saranno sempre più rosei di quello che è stato...Questo modo di vedere le cose in prospettiva è la saggezza post figli, nonché saggezza post tre figli vicini di età, questa coscienza che in fondo prima o poi quella data situazione che sembra interminabile e ti sta distruggendo dentro e fuori, di sicuro avrà una fine e appena finita parrà una cazzata.
Ma ecco, pure la saggezza post figli a un certo punto vacilla, quando tua mamma, venuta ad aiutarti e a farti compagnia per queste settimane senza Navigante, ha lasciato cadere ogni difesa immunitaria e si trova con una super bronchite e mega herpes combattuti a colpi di antibiotico e cortisone (presente quanto irriti il cortisone??) per una settimana, per non parlare di quanto sia completamente fuori dal mondo, sembra persa, sembra un cucciolo indifeso che hanno sbattutto in un posto nuovo e che non sa come muoversi, cosa fare, le mancano i punti di riferimento. E io cerco di accuparmi anche di lei, ma lei è una mamma e le mamme non si fanno accudire dai figli, giusto?
Poi ecco possiamo aggiungerci che mia nonna, la madre di mio padre, non sta proprio benissimo, diciamo che non le hanno dato molti mesi di speranza; 94 anni, sulla sedia a rotelle, vive in casa di riposo perché mia zia, che viveva con lei, ormai non riusciva più a starle dietro, aveva bisogno di cure e sostegno continuo...insomma una situazione non rosea o che possa migliorare, però ecco, forse era chiedere troppo qualche mese di pace? E non di nuovo essere sul chi va là pronti a partire verso casa, verso un nuovo funerale?
E quindi la saggezza post figli va un po' a farsi friggere, se poi ci aggiungiamo una Sister in crisi di mezza età con cui vorresti tanto, ma non puoi avere una discussione tra adulti e un Navigante in giro, tanto per cambiare, che ti lascia come al solito a dover gestire la quotidianità dei tre figli e, in più, un lutto da risolvere che chissà se mai si risolverà.
Niente ecco, volevo dirvi che comunque oggi ho corso i miei 10km e poi subito dopo mi è arrivato il ciclo e quindi sono proprio distrutta, vorrei buttarmi sotto le coperte e rialzarmi tra qualche mese. Il post probabilmente deriva un po' anche da questo, abbiate pazienza!