lunedì 19 giugno 2017

Mantenere le lingue dopo un periodo expat

Dopo 4 anni in Francia il Vitellino e la Belva sono totalmente bilingue (italiano-francese), anzi devo dire che il francese prende spesso il sopravvento, soprattutto quando giocano. Anche il Francese, che ormai è in pieno trip "ripeto tutto quello che sento", pronuncia parole in entrambe le lingue con preferenza verso quella francese per una questione, secondo me, di facilità del suono (i suoni francesi sono più dolci, meno duri, meno consonanti che danno problemi ai bimbi).
Per quanto riguarda lo spagnolo abbiamo un po' lasciato stare, ma nel gruppo degli stranieri ci sono varie famiglie spagnole e devo dire che i due grandi capiscono praticamente tutto e alle volte cercano anche di esprimersi. La cosa mi fa veramente piacere. Anche le nostre amicizie inglesi e i periodi a casa della Sister devo dire che danno i loro frutti: per loro l'inglese non è una lingua totalmente sconosciuta, ne sono curiosi, carpiscono qualche significato e non vedono l'ora di incominciare a studiarlo.
Tutto questo però diventa per me un grosso problema con il rientro in Italia per svariati motivi. Innanzitutto mi sento di dover assolutamente mantenere la lingua francese che per loro è in questo momento la lingua principale. Sarebbe un vero peccato fargliela perdere, come sarebbe un peccato che il Francese, unico dei tre nato in Francia, non potesse nemmeno capirlo!
La mia organizzazione sarà la seguente: molti libri in lingua, così come eventuali cartoni animati (noi non siamo grandi fans della tv, i bimbi la vedono rarissime volte e di solito sono i cartoni Disney), babysitter madrelingua francese (nel caso avessimo bisogno, ma devo ancora cercarla) e studio con i libri degli esercizi per le vacanze che qui vendono nei supermercati a dei prezzi accessibilissimi, ho già comprato un primo stock per tutti i livelli fino al college (nostre scuole medie) a 2€ l'uno al Lidl!
Sto valutando qualche attività in lingua, visto che comunque non faranno tempo pieno a scuola, avranno i pomeriggi liberi e vivremo in una capitale, il che significa tanta gente, tanta domanda, tanta offerta. Qui però arriva un'altra questione: cercare di mantenere anche un po' di spagnolo (per l'inglese non mi preoccupo visto che nella loro scuola iniziano dalla materna con qualche infarinatura) oppure concentrarsi esclusivamente sul francese? Fosse per loro studierebbero entrambi!!
Sono un po' titubante, sono tra il non voler caricarli di troppe attività, tenendo conto che voglio lasciare spazio anche allo sport e alla noia, e la paura di perdere l'arricchimento culturale e linguistico acquisito in questi 4 anni.
Conoscendo poi la nostra insana passione per gli spostamenti, non so da qui a 2/3 anni in cui staremo a Roma sicuramente, cosa ne sarà di noi. L'idea è di provare ad andare ancora all'estero, ma non è così automatico poterlo fare; di certo non staremo a Roma per sempre quindi mi chiedo se ha senso cominciare qualcosa che poi magari dove andremo non sarà possibile continuare.
Questa vita che ci siamo scelti ha davvero tanti lati positivi e noi la adoriamo, ma ci sono momenti come questo in cui parte lo sconforto per non poter pianificare niente e si instilla la voglia di mettere radici e non spostarsi nemmeno per le vacanze!! So che è un momento e poi passa, mi ritorna la voglia di conoscere, cambiare, muovermi, ma ora ci sono dentro fino al collo e vorrei solo scappare DA SOLA a Santo Domingo! Madre degenere...

venerdì 16 giugno 2017

Incastri

E' passato un po' più del solito dal mio ultimo post, ma quando il Navigante torna da missioni lunghette è sempre un bel casino rientrare in una routine decente e le cose da fare si moltiplicano al quadrato, per non parlare delle uscite sociali che, visto anche il periodo, diventano un incastro degno dell'agenda di un VIP.
Nell'ordine questa settimana: lunedì il Navigante è arrivato e si è portato subito i due grandi in piscina, martedì mentre io arrangiavo un po' di spesa lui andava alla visita oculistica sempre dei due grandi (e come mamma sospettava da tempo, il Vitellino dovrà mettere gli occhiali...), come ogni mercoledì i nani erano a casa il  pomeriggio quindi spiaggia, ieri mamma è partita lasciando solo papà con il Francese e i due grandi a scuola tutto il giorno per farsi una giornata a Sophia Antipolis, a un'ora e mezza da Tolone e sostenere il tanto agognato esame di francese; infine oggi inizia il weekend con spiaggia, aperitivi con amici e saggio di fine anno di nuoto per tutti e tre.
Settimana prossima invece incateniamo: cena soli soletti io&il Navigante, che pure ci vuole no? Cena di addio per la nostra partenza con i colleghi del lavoro stranieri, solita serata Cheese&Wine con colleghi stranieri e francesi, mitica Fête de la musique per celebrare la notte più corta dell'anno il 21 giugno, due kermesse di fine anno e qualche giorno fuori con il camper.
Ricordo che qui la scuola finisce il 7 luglio quindi siamo ancora ben lontani dal poterci riposare almeno la mattina...E quindi inizia la nostra lunga estate calda, e quando dico calda è anche perché oggi sono andata a correre (con il Navigante che è in ferie fino a lunedì...bellissimo!!) alle 9 di mattina e c'erano già 30°...al 7 km ho dato forfait e siamo andati a farci la doccia ;P

mercoledì 7 giugno 2017

Di essere soli e cercare di farsela andare giù...

Stamattina alle 6.30, mentre una mia amica, nonché fidata babysitter e donna delle pulizie, rimaneva a casa mia con i nani ancora addormentati (quasi tutti...il Francese ha deciso che svegliarsi alle 6 è molto divertente, ma poco salutare per la sanità mentale della mamma...), io ho accompagnato mia madre alla stazione dei treni. Non aveva nessuna voglia di rientrare in quella grande casa vuota, aveva ancora meno voglia di andare a fare 730, vendere la macchina, vendere la moto, vedere di tutte quelle scartoffie burocratiche da fare dopo la morte di un parente...come non essere d'accordo con lei?
Dal canto mio non è che mi fa piacere saperla sola, nè mi fa piacere rimanere ancora da sola, visto che il Navigante doveva tornare domani e invece l'hanno trattenuto fino a lunedì, perché a quanto sembra il suo contributo in questo lavoro è imprescindibile. Non fatemi parlare che altrimenti faccio cascare il cielo con gli insulti...
Però così è.
Il Navigante solo in Bahrein trastullandosi tra lavoro, cene con i colleghi e sport; mia mamma sola in una grande casa vuota trastullandosi tra carte e burocrazia post morte di mio padre; io in Francia sola trastullandomi tra tre figli, casse da trasloco che si accumulano e una voglia di scappare dalla mia vita che metà basta.
Per contrastare tutto ciò oggi ho corso 15km, mia massima distanza dai tempi degli allenamenti seri, e forse per premiare i miei sforzi le cicale finalmente hanno cominciato a cantare, quindi l'estate ormai è qui perciò stasera imbusterò i bambini a letto presto e mi godrò il silenzio e il fresco della sera con un bel cornetto al caramello. Me lo merito!

mercoledì 31 maggio 2017

Bisogni e appagamenti

Tra una settimana il Navigante tornerà a casa, anche questi due mesi sono passati. Ancora due mesi lontani, ancora una volta lui a lavorare e a farsi una vita da semi-single mentre io a fare da mamma single con l'aiuto di una nonna a metà. Su 4 anni in Francia il Navigante ha fatto 20 mesi fuori e poteva andare anche peggio, quindi dovrei pure ringraziare.
Francamente ne ho le palle piene!
Ho una famiglia incredibile, che ho sempre fortemente voluto e che mi sono costruita con un sacco di sforzi, ma mi posso godere i risultati sempre a metà, sempre a periodi spezzetati oppure da sola. So che il Navigante non ha il potere di cambiare totalmente le cose, ma so anche che alcuni passi avrebbe potuto farli e non ha voluto. So anche che per lui non è facile stare lontano dalla sua famiglia, certo è che non è in una prigione russa, sta sempre fuori a cena, a chiacchiere con i colleghi, a fare sport...
Io invece sono a casa, mi smazzo i figli, mi smazzo i traslochi, mi smazzo il rendere la nostra vita il più velocemente routinaria ogni volta che ci spostiamo, mi smazzo i c@zzi e mazzi in toto e nel mentre cerco di infilarci qualche ora di corsa, qualche uscita con un'amica, l'esame di francese e magari una mezz'ora di solitudine e pace giornaliera (perché qui non c'è solitudine e pace manco seduti sul trono!!).
Sono felice delle mie scelte, ma è frustrante a volte sapere che in fondo non faccio niente se non in funzione degli altri, in primis mio marito e i miei figli, non c'è niente che faccia in funzione dei miei desideri (perché un paio di ore di corsa alla settimana non vengono annoverati come desideri appaganti giusto?) perché aggiungere anche i miei desideri in questa nostra vita così complicata sarebbe più complicato di un tetris al nono livello velocità massima.
Il Navigante mi ha detto che è giusto ci sia spazio anche per i miei bisogni. E allora ho iniziato a pensare...di cosa hai bisogno Me Stessa?
Ho bisogno di famiglia, ho bisogno di un marito presente con cui poter fare un po' di vita di coppia, ho bisogno di sesso, ma quello vero, non quello che "piano che si svegliano" e "adesso dormono si può".
Ho bisogno di dormire, che qui le sveglie con l'orario nuovo e il caldo sono sempre più anticipate, di domenica ovviamente, mentre durante la settimana bisogna schiodarli dal letto e io se non dormo divento una belva.
Ho bisogno di sentirmi di nuovo donna e riappropriarmi del mio corpo, un corpo completamente nuovo che devo imparare ad amare, un corpo da mamma con smagliature e tette post allattamento.
E ho bisogno di qualcosa che mi faccia battere il cuore, che non siano solo mio marito o i miei figli. Solo una cosa mi ha fatto battere il cuore come loro: il mio sport, la canoa, sono passati 13 anni da quando - mannaggia a me - l'ho lasciata eppure lei è ancora lì ficcata nel mio cuore e solo a pensarci la ferita sanguina e anche abbondantemente. Sto cercando qualcosa che mi faccia battere il cuore come la canoa, ma non ci sono ancora riuscita. Viaggiare mi piace, ascoltare la musica mi piace, correre mi piace...ma la canoa, mioddio...ne sono innamorata pazza! E da quando inizio a separarmi un po' dal mio ruolo di mamma, con i nani che crescono, la canoa torna a occupare prepotentemente parte dei miei pensieri, in fondo a 15 anni volevo vincere le Olimpiadi e fare tre figli...fatti i tre figli rimangono le Olimpiadi...
Tornare in Italia mi apre a una miriade di possibilità, come succede sempre quando si cambia; ho pensato a fare il corso per allenatori, ho pensato a tornare a casa e far resuscitare il mio club ormai morto e sepolto...Ma poi, ma poi...Quanti sacrifici dovrebbe fare la mia famiglia? Non ne fa già abbastanza per seguire il lavoro del Navigante? E' davvero questo quello che renderebbe la mia vita appagante da ogni punto di vista? Non lo so...
Quello che so è che sono un essere che è in ricerca continua di appagamento, non mi basta mai quello che ho, nemmeno quando quello che ho mi rende felice. Voglio altro, voglio ancora, voglio di più, da brava agonista!
Stare da sola mi fa pensare troppo, poi escono sti post sconclusionati che cercano di mettere un punto a tutto il vortice che ho in testa, ma che forse fanno solo danni e annoiano chi li legge. Chiedo venia, ma ricordatevi solo questo: due mesi di assenza maritesca...

lunedì 29 maggio 2017

Ile de Porquerolles, un po' di mar di Sardegna in Costa Azzurra

Visto il bel ponte lungo, avevo previsto qualche bella gita fuori porta, ma un dolore al dente (ovviamente proprio quando dal dentista non si può andare...) mi ha un po' frenato facendo saltare la gita a un'abbazia qua vicino, ma non la giornata sull'ile de Porquerolles.
Questa isola, che fa parte dell'arcipelago delle isole di Hyeres, è una zona ecologica di salvaguardia della natura e gran parte di essa è parco nazionale insieme a un'altra isola dell'arcipelago, quella di Port Cros da cui il parco prende il nome. Ho conosciuto questo luogo grazie a Fabiana, qualche mese dopo essere arrivata, e ho subito cercato di organizzare una giornata lì, ma non mi è bastata e forse non mi basterà mai, perché ci sono ritornata con mia madre, ma volentieri ci rifarei un giretto prima di traslocare...
L'isola è piccolina, non circolano auto, se non i furgoni che portano la merce nei vari negozi del villaggio durante ore prefissate, e quindi se si decide di esplorarla si può farlo a piedi o in bicicletta. Ovviamente la seconda opzione è quella che permette di girare molto di più e noi così l'abbiamo visitata la prima volta, con i bimbi che ancora stavano nel seggiolino. Quel giorno io e il Navigante abbiamo litigato proprio di brutto e devo dire che la gita non è andata come previsto, ma il souvenir di questa isola paradisiaca non me l'ha tolto proprio nessuno. Non abbiamo fatto l'intero periplo, abbiamo girovagato un po' nei dintorni del villaggio, mentre io mi sono addentrata un po' di più dopo aver parcheggiato marito e bimbi nella plage de l'argent, raggiungibile anche a piedi dopo aver sorpassato il piccolo villaggio vicino al porto.
Con mia madre invece ho optato per la prima opzione, niente bici quindi, ma ci siamo mossi a piedi nella zona a sinistra rispetto al porto, ossia verso la plage de notre dame. La passeggiata per arrivarci è piacevole e veloce, sia all'andata che al ritorno quando si è ovviamente più stanchi, ed è possibile farla anche con il passeggino (ma io avevo preso lo stesso lo zaino portabebè per comodità).
Entrambe le spiagge hanno zone di ombra, dettaglio per me essenziale se mi muovo con i nani perché odio dovermi portare anche l'ombrellone, oltre a cambi, cibo e magari giochi (che però qui non ho portato, si sono arrangiati con legni, sassi e il mare ovvio!).
Se decidete di visitare queste isole, cosa che vi consiglio caldamente, è importante sapere che il biglietto del ferry non è regalato, soprattutto se viaggiate con la bicicletta, ma ne vale davvero la pena se amate natura selvaggia e mare limpido. Se non avete con voi le biciclette non disperate: sull'isola ci sono tantissimi posti dove poterle noleggiare con svariate possibilità: bici adulti/bambini, rimorchio, seggiolini, bici elettriche, etc.etc. e il prezzo non è molto più alto del doverle trasportare con il traghetto.
Io non ho provato i vari ristoranti, mi sono portata sempre dietro il picnic per poi fare merenda in paese con un gelato, ma nel caso vogliate mangiare là ho dato un'occhiata ai prezzi e non hanno rincari eccessivi rispetto alla "terra ferma", siamo in Costa Azzurra e i prezzi sono alti ovunque! C'è anche sicuramente un piccolo supermercato e un fruttivendolo nella piazza principale del villaggio.
Questa piccola isola, che tanto mi ricorda l'arcipelago della Maddalena in Sardegna, mi rimarrà nel cuore, spero di riuscire a fare un'altra giornata con il Navigante portando dietro le biciclette, visto che i bimbi me l'hanno chiesto, ma non sono sicura che riusciremo a incastrare tutto quello che vogliamo fare prima del nostro rientro definitivo. Intanto facciamo ritornare il Navigante a casa, poi si vedrà!

giovedì 25 maggio 2017

Vacanze sprecate

Oggi qui in Francia è cominciato il più lungo dei 4 ponti previsti tra maggio e giugno: il ponte dell'Ascensione che culmina con la fête des mères per cui ho già ricevuti doni su doni (fiori di carta, collanina con cuori, maree di poesie...).
Questo ponte lungo senza il Navigante mi scoccia da morire, perché con il camper saremmo potuti partire ieri dopo scuola per ora di pranzo e avremmo avuto quasi cinque giorni di vacanza, ma tant'è...Avevo pensato di andare comunque fuori, senza camper, affittare un appartamento con Airbnb e via, ma mia madre quest'anno non è proprio di grandissimo aiuto e spesso mi ritrovo a dover pensare come se avessi un bambino in più.
Per farvi capire: domenica scorsa siamo stati a Marineland e, il giorno prima, mentre stavo preparando i vestiti per i nani mi è venuta a chiedere cosa doveva mettersi. Ora, capisco tutto, ma cappero pure dei vestiti di mia madre devo pensare?!? Non parliamo del fatto che ha male al ginocchio, ha ancora l'orecchio tappato dalla bronchite presa in UK e ogni volta che facciamo qualcosa di carino, sospira mogia mogia con la mente a tutte le cose che non potrà più fare assieme a suo marito.
Non fraintendetemi, non la sto criticando, nè mi sto lamentando, ha perso suo marito e qui da me deve pure adattarsi a delle regole che non sono quelle di casa sua, capisco bene che ci si possa sentire non a proprio agio, ma ammetto che dopo un mese i suoi scatti d'umore simil adolescenziali (in realtà parte integrante del suo carattere da sempre, ma con periodi più o meno ricolmi) iniziano a darmi ai nervi. Anche peggio che quando è di pessimo umore da la colpa a me, perché sicuramente io sono troppo severa (che madre degenere che cerca di educare i suoi figli a comportarsi civilmente!1), o poco attenta ai bimbi (perché non gli sto con il fiato sul collo), o troppo nervosa (perché magari metto fretta nell'uscire di casa), o perché che cavolo ne so, l'importante è che sia io il capro espiatorio di tutti i suoi mali, altrimenti senza la mia nefasta presenza lei sarebbe la persona più serena di questo mondo.
La sua compagnia questa volta è tutto fuorché piacevole e mettermi a impacchettare tutti per andare anche solo a fare un picnic in giornata è pesante, figurarsi programmare 3/4 giorni fuori! E quindi niente, rimaniamo qui, cercando di programmare qualche gita nei dintorni, ma senza godere davvero a pieno di questi giorni extra di vacanza, un vero peccato soprattutto in vista del nostro trasferimento. C'e pure vento quindi niente spiaggia #mainagioia oh!!!

lunedì 22 maggio 2017

Come cercare asili e scuole a quasi 1000km di distanza

Sapendo che questo poteva essere il nostro ultimo anno in Francia, ci siamo attivati da settembre scorso per organizzare il rientro, in particolare per la ricerca delle scuole e le eventuali iscrizioni.
Non è stato per niente facile, perché non conosciamo assolutamente il territorio, non avendo mai vissuto a Roma, non conosciamo scuole, nè persone che vivono lì (Roma è grande e nessun nostro amico o conoscente abita nella nostra zona) e, cosa ovviamente scontata parlando dell'Italia, è quasi impossibile reperire info in internet o, alle volte, anche solo tramite telefonata.
Quindi, se mai qualcuno si trovasse nella mia situazione, vi spiego come mi sono organizzata io.
Per quanto riguarda la scuola materna ed elementare del Vitellino e della Belva ho cercato informazioni sulle scuole nei due quartieri vicino ai quali abiteremo. Mi interessava non dover muovermi troppo nel traffico romano e che le due scuole fossero vicine, queste le due priorità. Quando poi ho visto che una delle due scuole era un istituto comprensivo che dalla materna arrivava fino alle medie e che, soprattutto, aveva un buon sito internet aggiornato che mi dava un'ampia panoramica di come poteva essere la scuola su attività e vita al suo interno...bè non c'è stata storia!
Non ho avuto grossi problemi con le graduatorie, a parte che, per sapere se avevano preso il Vitellino, l'unico modo era andare di persona...ma all'ennesima mail del Navigante dove spiegava che lui era in Bahrein e io con i bimbi in Francia, ci è stato gentilmente concesso di saperlo tramite mail.
Per quanto riguarda i nidi le info su internet sono più presenti perché probabilmente è il modo migliore di farsi pubblicità, solo che per lui mi interessava soprattutto un asilo, magari di quegli asili in famiglia con pochi bimbi, che fosse ovviamente vicino casa e che fosse flessibile con gli orari, dandomi la possibilità di lasciarlo solo qualche mattina, proprio come faccio qua in Francia; ho trovato che questo entrare gradualmente nel sistema (1/2 volte mattine a settimana nel primo anno di nido, 2/3 mattine nel secondo, poi solo mattine in prima materna, poi aggiungere qualche giorno di mensa...) sia un'ottima cosa per me e per i miei bimbi. In Italia questo sistema non è molto usuale, ma essendo in una grande città non è stato così impossibile trovare strutture che mi potessero dare questa possibilità. Anche il costo ovviamente era uno dei parametri, visto che i nidi in Italia sono mediamente più costosi rispetto alla Francia, per di più noi qui siamo in un nido militare, che ha prezzi ancora più bassi.
Alla fine ho contattato due strutture, ma quella che si trova nel quartiere dell'istituto comprensivo dei fratelli maggiori aveva decisamente la priorità e non solo per la vicinanza all'altra scuola e un costo leggermente inferiore. Questo nido, che è in realtà un cosidetto spazio Be.Bi (qui viene spiegato questo servizio integrativo del comune di Roma), è gestito da un'associazione senza fini di lucro creato da un padre di un bambino autistico, che non trovava un'offerta formativa che aiutasse davvero l'integrazione di quei bimbi che hanno bisogno di una cura e un sostegno differenti. Insomma dopo aver mandato i miei figli in una prima asilo dove insieme alla maestra c'erano un'assistente nera e una down, nonché buona parte dei bimbi nelle classi sono arabe, non posso che approvare in toto la volontà di far crescere i bimbi a contatto con realtà completamente differenti e, a volte, anche meno fortunate. Questa associazione non ha solo questo spazio, ma molti altri servizi per bambini e adulti con prezzi molto interessanti ed ho già notato che potrei far fare delle lezioni di spagnolo ai due nani grandi.
Insomma alla fine non so se ho fatto le scelte giuste e non lo sapremo fino a quando non ci trasferiremo e le vivremo nella nostra pelle, ma purtroppo nella nostra situazione non potevamo fare altrimenti. Quello che consiglio in questi casi è di stilare in modo molto specifico le priorità per ogni tipo di scuola, armarsi di santa pazienza, di Google maps e cercare, cercare, cercare. Ma soprattutto lasciarsi seguire dal proprio istinto...e speriamo che ce la caviamo!

venerdì 19 maggio 2017

Ancora gita

Altro giro, altra corsa: ieri sortie d'ecole (gita scolastica) con la classe della Belva in una fattoria didattica poco distante da Toulon. Niente di speciale, intendiamoci, una piccola fattoria con alcune attività organizzate apposta per i più piccoli, la possibilità di accarezzare capre, conigli, asini, galline e, infine, tutti a mangiare il proprio picnic seduti per terra insieme agli amici...per un bimbo della materna più che sufficiente per essere felice!
Questa volta, al contrario della gita del Vitellino, tutto è filato liscio liscio anche se la classe della Belva è nota come quella con i bimbi più turbolenti e insieme c'era anche la classe dei piccoli. Qualche capriccio, un po' di difficoltà nel tenerli in fila al momento degli spostamenti, ma per il resto tutto gestibilissimo.
La Belva era al settimo cielo per avermi lì, con me quando poteva, ma interessata alle attività e ai suoi amici, proprio come è giusto che sia. Se penso che invece due anni fa non ho voluto accompagnare la sua classe in gita appositamente perché sapevo che non sarebbe stata una giornata idilliaca: lei sarebbe stata troppo appiccicata a me e piagnucolona, oppure mi avrebbe sfidato con comportamenti mirati al farmi arrabbiare fino allo sfinimento, perché questo era il suo modo di rapportarsi a me fino ad un anno e mezzo fa circa; io invece sarei stata troppo attenta a lei, ai suoi bisogni, ai suoi comportamenti giusti o sbagliati per poter essere una buona accompagnatrice. Ora invece finalmente riusciamo entrambe a godere della presenza reciproca e del fatto di essere le uniche femmine di casa ed è davvero magico il rapporto che stiamo creando.
Con un po' di tristezza penso che potrebbe essere l'ultima volta che faccio da accompagnatrice a una gita, perché so che in Italia i genitori non vengono molto coinvolti con le attività scolastiche. Qui tra gite, vendita delle torte (anche se quest'anno, causa piano antiterrorismo, è saltata), spettacolo finale, i genitori sono più che invogliati a partecipare per dare una mano; addirittura alla primaria ci sono i genitori che accompagnano al corso di piscina, che si tiene per 10 settimane durante l'anno scolastico. Insomma do ut des: la scuola propone molte attività, ma la partecipazione da parte di mamme e papà è fortemente richiesta.
Sono curiosa di vedermi in un ambiente completamente diverso come quello italiano, sarà per me tutto nuovo e, come ho già detto diverse volte, mi sentirò un po' straniera a casa mia!

mercoledì 17 maggio 2017

E quindi...Roma

Dai, parliamone! E' tempo di mettere nero su bianco i vari sentimenti che mi borbottano dentro riguardo al nostro trasferimento dalla Costa Azzurra a Roma.
Dovrebbe essere facile, in teoria, far fronte a questo cambiamento per niente inaspettato: sapevamo di dover rimanere qui 3 anni, che poi si sono trasformati in 4 grazie a una nuova legge sulle missioni in ambito NATO; sapevamo anche, con certezza quasi matematica, che la destinazione successiva sarebbe stata Roma, una destinazione non molto amata in ambito militare, a causa di lavoro d'ufficio e non "sul campo", spesso con orario indecenti, per non parlare della location di questi uffici: pieno centro città, il che significa o svenarsi con gli affitti/mutui, o farsi km e km di traffico mattutino e serale. Il Navigante, in tempi non sospetti, aveva acquistato una casa ancora in progetto tramite una cooperativa militare a un prezzo davvero vantaggioso e pronta proprio quest'anno per essere abitata ufficialmente, quindi noi facciamo parte della categoria "km e km di traffico" every day. Yeah.
Saperlo però non rende per niente facile digerire questa notizia, nemmeno sapere di avere un punto di appoggio e aver già tutti e tre i punti nelle relative scuole. No, questo cambiamento non sarà facile.
Non sarà facile passare da una realtà umana e adatta alla famiglia con scuole, lavoro, parco, spiagge tutto a portata di piedi e bici, alla realtà di una capitale caotica e incasinata come quella di Roma. Non sarà facile tornare in Italia, riadattarsi a quello che, credo, nessuno di noi ama del nostro paese: disorganizzazione, traffico, legge del più furbo sopra ogni altra legge, sfruttamento sul lavoro, tutela della famiglia nulla, per non parlare delle nostre città spesso sporche e mal tenute. Non sarà facile ricominciare tutto daccapo dopo quattro anni di una routine che ci piace e, soprattutto, con tre bambini ormai grandi e due dei quali ben coscienti di questo cambiamento.
Un anno fa, quando la certezza di tornare era al 99% mi ero fatta prendere molto dallo sconforto, so a cosa vado incontro, in particolare riguardo al Navigante e al suo lavoro. Però mi sono detta che non potevo essere negativa, perché se io fossi stata negativa lo sarebbero stati anche i bambini e non voglio che vivano male questa nuova esperienza. Non è stato poi così difficile cambiare rotta, ritornare in carreggiata ed evitare questo pessimismo-e-fastidio che mi aveva completamente accecata, perché, in fondo, sì l'Italia ha mille difetti, Roma forse anche qualcuno in più, ma...perdindirindina! E' Roma!! La capitale della nostra cultura, della storia di quasi tutta l'Europa, una capitale che comunque ti può offrire tanto, tantissimo! E poi scusatemelo, ma per me la pizza romana è la migliore in assoluto e dopo 4 anni di pizza francese non vedo l'ora di farne indigestione!
C'è stato quindi quello che i francesi chiamano déclic, il mio cervello ha cominciato a vedere altro, oltre a tutti i lati negativi, ha cominciato a ricordare com'è facile farsi degli amici in Italia, com'è bello uscire a mangiare fuori senza spendere 50€ come se niente fosse, ma soprattutto a tutte le bellezze storiche e naturali che ci circondano e che non vedo l'ora di scoprire o riscoprire insieme alla mia famiglia.
Lo so che l'adattamento non sarà una passeggiata e forse non riusciremo mai a pieno a riadattarci, ma non importa, ormai ho imparato a vivere anche gli spostamenti in patria come una sorte di esperienza expat, come se fossimo turisti a casa nostra; mi risulta facile farlo visto che ci spostiamo molto spesso e ogni nostra regione ha le sue perculiarità da scoprire. E nel frattempo sogniamo la prossima destinazione estera, perché ci sarà, eccome se ci sarà...

mercoledì 10 maggio 2017

Doniamo l'acqua a tutti i bambini del mondo!

Momento doccia, sempre le solite raccomandazioni di mamma.

Io: Vitellino muoviti, sciacquati veloce, non lasciare l'acqua andare così tanto tempo!!
Vitellino: ...perché?
Io: COME PERCHE'???? Dai te lo dico sempre: l'acqua innanzitutto costa e poi non si spreca, che è importante per l'ambiente. Inoltre non è giusto nei confronti di tutti quei bimbi che l'acqua non ce l'hanno.
Vitellino: ma perché non ce l'hanno?
Io: perché sono poveri e abitano in zone dove c'è poca acqua o è difficile trovarla.
Vitellino: li possiamo far venire a casa nostra!
Io: ma chi?? I bambini??
Vitellino: sì, tutti quelli che non hanno l'acqua! Possono venire a casa nostra e usarla!
Io: ma sono un po' tantini, purtroppo, per farli venire tutti.
Vitellino: ma non importa! Possono venire lo stesso, no?

Meno di cinque anni e un cuore grande come una casa!
Almeno so che, se mai decidessi davvero di prendere un bambino in affido o adottarlo (una cosa che, non so perché, sento dentro come sentivo dentro il voler portare in grembo un figlio...), non incontrerei resistenze!

martedì 9 maggio 2017

Primo vero weekend di attività primaverili

Forse alla fine il beltempo è arrivato, seppur con almeno due settimane di ritardo e con un vento che ha rovinato questo weekend lungo (l'8 maggio in Francia è festa per l'armistizio della seconda guerra mondiale), ma oggi sono in maniche corte, ho tolto il body al Francese e gli altri due nani sono usciti per andare a scuola solo con la giacchetta di jeans.
E' stato un primo weekend all'aria aperta, fatto di picnic in spiaggia, natura e amici; aspettavo questo tempo, aspettavo i picnic, l'aria aperta, gli amici, aspettavo tutto questo perché so che fa bene al mio umore, so che mi fa vedere il bicchiere mezzo pieno, so che rende la mia giornata migliore e mai come quest'anno ne ho bisogno.
Bando alle ciance, parliamo un po' di gite fuori porta, che sono sempre più interessanti dei post lagnosi che ogni tanto vi tocca leggere.
Quindi dopo aver salutato un sabato di vento e pioggia scrosciante, domenica siamo andati a fare un bel picnic in spiaggia, in barba ai quasi 40 km orari di vento che soffiavano. Abbiamo cercato una spiaggia sulla presqu'ile de Giens a Hyeres che fosse il più riparata possibile e abbiamo scelto la Bergerie, che si trova a sinistra poco prima di arrivare a Giens. Noi l'anno scorso avevamo provato la Capte e la Badine (la Bergerie si trova tra le due), sempre dallo stesso lato e questa è una via di mezzo: sicura per i bambini, ricca di attività e con un bel ristorante con i tavolini sulla sabbia. Peccato il vento che comunque soffiava forte, ci siamo trovati sabbia in ogni dove alla fine della giornata!
Dopo una giornata del genere, dove tra parentesi madre degenere che sono non avevo portato la crema solare con il risultato di braccia mie completamente scottate e spalle della Belva ben arrossate (prima volta in 6 anni di mammitudine che faccio scottare uno dei miei figli!!!!), avevamo bisogno di una giornata calma, fresca e nella natura. Avevo pensato a una passeggiata in uno dei tanti giardini della zona, poi mi sono ricordata di un parco che sta nella mia lunghissima To Do List e che per un motivo o un altro avevo sempre accantonato: Aoubré, una specie di parco avventura con animali e sentieri che va bene un po' per accontentare tutti i gusti. Infatti gli amanti di giardini e animali potranno godere del giardino della farfalle e quello delle erbe aromatiche, della piccola fattoria e di animali a cui dar da mangiare (all'ingresso vendono un bel pacchetto di popcorn per animali a 1€, noi lo abbiamo usato per 4 bambini e per tutto il parco); mentre chi non può fare a meno di giocare ci sono un piccolo parcogiochi in legno con percorso avventura e svariati ponti sospesi per tutte le età (per capirci: ci sono andata anche con il Francese in un paio). C'è ovviamente una zona picnic all'ombra proprio vicino all'ingresso, insieme a un snack bar dove si trovano panini, gelati, bibite.






Se qualcuno ama questo tipo di attività, nel parco è possibile, pagando a parte, fare dell'accrobranche, la traduzione letterale sarebbe "corde", in pratica ci si arrampica sugli alberi con l'attrezzatura da arrampicata. Ci sono percorsi anche per i più piccoli, sotto gli 8 anni (non è specificata un'età minima), ma non so darvi dettagli sull'esperienza perché non l'abbiamo provata, anche perché già in questo modo la giornata è stata parecchio colma di attività.
Il prezzo non è bassissimo, nemmeno se si decide di saltare l'accrobranche, ma in giro ci sono spesso coupon di sconto per l'entrata dei bambini, noi per esempio abbiamo ricevuto tre coupon sconto con una cena al Buffalo Grill e quindi abbiamo pagato solo io e mia madre (il Francese entrava gratis, un coupon l'abbiamo regalato alla famiglia di amici che era con noi), ma spesso anche su Groupon si trovano delle offerte o negli uffici del turismo.
Mi sono un po' ristorata l'anima e il corpo con questo weekend, anche se la mancanza del Navigante pesa ancora di più quando ci sono queste belle giornate. Ancora un mese e poi riprenderemo anche le gite con il camper, dobbiamo smarcarci ancora un po' di Francia prima di rientrare in Italia!

venerdì 5 maggio 2017

Perdere un genitore a 30 anni

In generale ci sono cose che devo scrivere e riscrivere, pensare e ripensare, leggere e rileggere per accettare e andare avanti, se poi parliamo di un lutto devo fare questo centuplicato per riuscire ad affrontarlo. Mi manca però soprattutto un confronto, parlare con qualcuno che sappia cosa provo, leggere qualche esperienza, ma per quanto riguarda la perdita di un genitore in età adulta pare ci sia una sorta di mistero, un tacito accordo di non parlarne.
Perché se perdi un genitore a 30 anni hai diritto alle lacrime, ma con circospezione, ché sei un adulto e non hai il diritto a lasciarti andare, devi essere forte, per i tuoi figli ancora piccoli, che potrebbero non capire e stare male di fronte alle tue lacrime e per l'altro genitore, che ha invece il sacro santo diritto di essere sull'orlo di un baratro molto più di chiunque altro. E poi, suvvia, sei un adulto, comportati come tale e ricaccia dentro tutta quel marasma di sentimenti!
Se perdi un genitore a 30 anni a causa di una lunga malattia sei abbastanza adulto per prenderne coscienza in anticipo e quindi non dovresti essere colto di sorpresa, nè dovresti avere problemi a capire quello che sta capitando, non ci dev'essere qualcuno che ti spiega per l'ennesima volta cos'è l'anima, come si va in cielo, cosa è successo al corpo di tuo padre. Eppure ogni tanto vorresti che qualcuno ti prendesse le mani, ti guardasse negli occhi e ti spiegasse per filo e per segno le cose esattamente come a un bambino, perché in fondo non hai capito bene nemmeno tu tutta sta storia degli angioletti e del non poter rivedersi mai più.
Se perdi un genitore a 30 anni credi che potrai condividere questo enorme lutto con le persone che ti sono più vicine, ma: o non sanno proprio come aiutarti perché non hanno idea di quello che stai passando, come succede con il Navigante, o, se ci stanno passando esattamente come ci stai passando tu, stanno affrontando (o non affrontando) la situazione in un modo diametralmente opposto al tuo cosa che invece che avvicinarvi, vi allontana. E quindi sei essenzialmente sola con un dolore che non sai con chi condividere.
Se perdi un genitore a 30 anni nel bene e nel male sai quello che stai perdendo, conosci quella persona come una persona adulta, staccata da te, la conosci profondamente in ogni suo pregio e in ogni suo difetto, hai fatto pace con quasi tutti i vostri conflitti e l'unica cosa che vorresti è poter continuare a relazionarti con lui da persona adulta, cosa che hai fatto per comunque troppo poco tempo, se non addirittura mai.
Quando perdi un genitore a 30 anni stai male innanzitutto per l'altro genitore, che vedi soffrire in un modo impensabile, perché non si può nemmeno immaginare cosa significa perdere il tuo compagno di vita proprio quando si può godere del lavoro fatto insieme negli anni e questo dolore immenso glielo leggi negli occhi in ogni istante, tanto che vorresti smettere di guardarlo/a. Poi stai male per i tuoi figli piccoli che non avranno la gioia di conoscere il nonno, quel nonno che costruisce altalene, ti porta sul trattorino per tagliare l'erba, ti sistema la scala sull'albero per andare a mangiare ciliegie e che non vuole essere disturbato quando è disteso sul divano a guardare Giallo o TopCrime; loro avranno solo una nonna molto presente, ma a cui sembra sempre manchi qualcosa.
E alla fine stai talmente male per gli altri, che non ti rendi conto che dovresti stare male un po' anche per te, proprio perché hai perso un genitore a 30 anni e quindi non avrai più un padre o una madre a cui presentare un eventuale altro figlio, né a cui far vedere quanto sono bravi i suoi nipoti a leggere, scrivere, correre, far di conto o far impazzire; non avrai un padre o una madre che ti fa sorridere quando lo/la vedi nelle vesti di nonno/a, così diverso da come lo ricordi nella tua infanzia; e non avrai più quella presenza silenziosa che ti ricorda da dove arrivi, le tue radici, la forma degli occhi o il carattere ostico, che beve una birra analcolica mentre ascolta musica e pensa a tutto quello che ancora dovrà venire, non solo a quello che è già stato.

mercoledì 3 maggio 2017

Vita 1 - Saggezza 0

Periodo un po' down per me.
L'anno si sa, l'abbiamo capito, non è propriamente da annoverarsi tra i migliori anni di una vita, ma sto cercando di vederla in prospettiva, che un anno di m€rd@ su 80 (che sarebbe la vita media, poi non si sa mai) insomma dai, ci può anche stare, che prima o poi passerà, che i ricordi poi saranno sempre più rosei di quello che è stato...Questo modo di vedere le cose in prospettiva è la saggezza post figli, nonché saggezza post tre figli vicini di età, questa coscienza che in fondo prima o poi quella data situazione che sembra interminabile e ti sta distruggendo dentro e fuori, di sicuro avrà una fine e appena finita parrà una cazzata.
Ma ecco, pure la saggezza post figli a un certo punto vacilla, quando tua mamma, venuta ad aiutarti e a farti compagnia per queste settimane senza Navigante, ha lasciato cadere ogni difesa immunitaria e si trova con una super bronchite e mega herpes combattuti a colpi di antibiotico e cortisone (presente quanto irriti il cortisone??) per una settimana, per non parlare di quanto sia completamente fuori dal mondo, sembra persa, sembra un cucciolo indifeso che hanno sbattutto in un posto nuovo e che non sa come muoversi, cosa fare, le mancano i punti di riferimento. E io cerco di accuparmi anche di lei, ma lei è una mamma e le mamme non si fanno accudire dai figli, giusto?
Poi ecco possiamo aggiungerci che mia nonna, la madre di mio padre, non sta proprio benissimo, diciamo che non le hanno dato molti mesi di speranza; 94 anni, sulla sedia a rotelle, vive in casa di riposo perché mia zia, che viveva con lei, ormai non riusciva più a starle dietro, aveva bisogno di cure e sostegno continuo...insomma una situazione non rosea o che possa migliorare, però ecco, forse era chiedere troppo qualche mese di pace? E non di nuovo essere sul chi va là pronti a partire verso casa, verso un nuovo funerale?
E quindi la saggezza post figli va un po' a farsi friggere, se poi ci aggiungiamo una Sister in crisi di mezza età con cui vorresti tanto, ma non puoi avere una discussione tra adulti e un Navigante in giro, tanto per cambiare, che ti lascia come al solito a dover gestire la quotidianità dei tre figli e, in più, un lutto da risolvere che chissà se mai si risolverà.
Niente ecco, volevo dirvi che comunque oggi ho corso i miei 10km e poi subito dopo mi è arrivato il ciclo e quindi sono proprio distrutta, vorrei buttarmi sotto le coperte e rialzarmi tra qualche mese. Il post probabilmente deriva un po' anche da questo, abbiate pazienza!

domenica 30 aprile 2017

Gita...con incidente!

E' stata una settimana davvero intensa e tra le tante cose successe non posso soprassedere dal raccontarvi l'esperienza di accompagnare in gita il Vitellino venerdì; era una cosa che volevo fare da sempre, ma tra l'arrivo del Francese e il Navigante sempre via non ero mai riuscita a incastrarla, con mia madre qua invece non ho avuto problemi e mi sono proposta subito.
La classe del Vitellino è quella dei petits/moyens, ossia bimbi nati tra l'aprile 2012 e aprile 2013 più o meno, erano 25 bambini e c'erano tre madri accompagnatrici, oltre alla maestra e alla sua assistente.
Ogni anno questa insegnante, che tiene sempre quella sezione (qui ogni insegnante ha una sezione, non segue la classe come succede in Italia), propone la sortie d'ecole al museo d'arte di Toulon. Ricordo che l'anno scorso la Belva è tornata a casa molto contenta dei "grandi quadri" visti, ma non riesco a ricordare invece che esposizione c'era. Quest'anno comunque c'era l'esposizione di opere un po' particolari, molto astratte e moderne, create da due donne (purtroppo si riserva la giornata per la gita ad inizio anno scolastico e non si sa cosa si può trovare); devo dire che per dei bambini di quattro anni non è stato facile seguire le spiegazioni della guida del museo, ma ho notato che alla fine il Vitellino ha ritenuto molte più informazioni di quelle che pensassi. La maestra poi lavorerà in classe partendo da ciò che abbiamo visto quella mattina e non dubito farà un ottimo lavoro: quando si tratta di arte è proprio super!
Mentre aspettavamo il pullman che doveva riportarci a scuola, siamo rimasti un po' nella hall d'ingresso dove i bambini hanno finalmente potuto toccare qualcosa (ci sono delle grandi sculture mitologiche in marmo, di cui la maestra ha raccontato la storia), per poi spostarci nel cortile. Qui un bimbo è inciampato, andando a sbattere la testa contro il muretto e facendosi davvero un brutto taglio sulla fronte. La fortuna è stata che io avevo visto tutto e sono accorsa immediatamente con dei fazzoletti fermando il flusso di sangue che lo avrebbe inzuppato e, soprattutto, avrebbe spaventato moltissimo tutti gli altri bimbi. Abbiamo quindi chiamato i pompieri (qui per le urgenze si fa appello a loro), che hanno portato il bimbo in ospedale e, infine, siamo rientrati con quasi un'ora di ritardo, giusto in tempo per recuperare la Belva.
Dovrei andare ad accompagnare anche la classe della Belva nella loro gita scolastica di fine anno, sperando di non dover fare ancora da crocerossina a qualche bimbo!

venerdì 21 aprile 2017

Gite fuori porta inglesi

Al contrario degli altri anni, questa volta mia sorella si è presa un po' di ferie, inoltre il tempo è stato abbastanza clemente e quindi siamo riusciti a fare qualche gita fuori porta.

Wollaton Hall
Il più grande e conosciuto parco di Nottingham, dove scorrazzano felici scoiattoli, papere, cigni e soprattutto un nutrito branco di cervi! Il parco è davvvero enorme, c'è un bel parcogiochi recitanto per i bambini, un laghetto, un campo da golf, molti sentieri e la villa che domina la collina ospita il museo di storia naturale e il museo industriale di Nottingham.
Siamo stati talmente fortunati che la domenica in cui avevamo programmato la gita a Wollaton Hall ci sono stati 20°, cioè per queste zone era estate piena!! Noi abbiamo semplicemente passato mezza giornata circondati dal verde: prima un po' di parcogiochi per far scatenare i piccoli, mentre la Sister si faceva la sua corsettina, poi un bel picnic tutti insieme e infine una passeggiata alla ricerca dei cervi. Fantastico!

Lincoln
A un'oretta di strada da dove vive mia sorella si trova questa tipica città inglese, con un'imponente cattedrale e un castello che custodisce la Magna Carta.
Noi ci siamo arrivati per ora di pranzo e abbiamo scelto un'originale Tearoom vegetariana per il pranzo, poi abbiamo fatto un bel tour della cattedrale e infine una bella corsa nel prato del castello, ad accesso libero. Volevamo fare la passeggiata sulle mura del castello, ma ci siamo svegliati troppo tardi, ossia venti minuti prima della chiusura (h.17!!).

Nottigham by night
Finalmente, dopo tre anni sono riuscita a farmi portare a fare un giro per Nottingham senza nani al seguito e, soprattutto, di sera!
E' una città molto giovane, essendo la sede di una delle migliori università d'Inghilterra, quindi il centro è ricco di pub e ristoranti aperti fino a tardi, considerati ovviamente gli standard inglesi ;P
Noi ci siamo particolarmente affezionate a un pub con cucina caraibica, il Turtle bay, anche se nè lì, nè altrove ho assaggiato un mojito fatto come si deve!

Bolsover Castle
La nostra gita tutti insieme di Pasquetta! Il Bolsover Castle fa parte del English Heritage, in cui si trovano monumenti storici del calibro di Stonehenge.
Il castello di per sè non mi ha molto colpito, è innanzitutto una ricostruzione del 1500 di un castello medievale, inoltre al suo interno non vi  nulla, se non un paio di stanze allestite più che altro per i bambini (sala del trono e sala dei travestimenti) e le cucine. Il parco è invece molto bello, pieno di fiori e ben curato, con l'eccezionale parcogiochi dei bambini costruito in legno come fosse un castello. Inoltre, essendo periodo di vacanze scolastiche, c'erano varie attività per i bimbi, il che non guasta.
Il biglietto è piuttosto caro, ma se vivete da queste parti o pensate di poterla utilizzare, c'è una vantaggiosa card per famiglie (1 adulto + 6 bambini o 2 adulti + 12 bambini) della durata di un anno (o 15 mesi se pagate tutto insieme) che vi farà entrare gratis in tutti i siti del English Heritage e vi darà sconti in altri luoghi ad esso associati. Anche il bar/ristorante non è proprio economico, quindi se potete organizzatevi con un pranzo al sacco.

Quest'anno devo dire che siamo stati proprio fortunati con il clima, anche se senza mia sorella e mio cognato non possiamo muoverci se non con i mezzi (hanno fatto un'assicurazione per la macchina per cui possono guidare solo loro), credo che se dovessi tornare con il Navigante prenderemmo una macchina a noleggio perché sennò è da spararsi davvero nelle p@lle!!
Domani si rientra e ne sono ben contenta, ho voglia di sole, mare, caldo e, soprattutto, casa mia!

mercoledì 12 aprile 2017

Sopravvivenza a pioggia e cinque bambini

La Belva, dopo due giorni in cui stava meglio, ieri pomeriggio ha avuto un altro picco di febbre, correlata probabilmente alla tosse che ha iniziato ad avere lunedì.
Il tempo bello ci ha già salutati e stamattina ci siamo svegliati con un cielo nuvoloso e il vento freddo.
ERGO: cinque nani chiusi in casa e solo io e mia madre a gestirli senza poterci muovere se non a piedi, visto che i padroni di casa lavorano.

Per sopravvivere io ho rimesso in ordine tutti i giochi nelle rispettive scatole (in questi giorni mettere in ordine significa schiaffare tutto nel primo posto utile...) e questo gli ha permesso di ritrovarsi davanti cose che non pensavano di avere, giochi sepolti sotto al divano ritornati alla luce, libri non ammassati, ma in riga e quindi più facilmente consultabili...sembra una cazzata, ma provare per credere! L'ordine li invoglia a giocare molto più volentieri, tutti i giochi sono ben visibili e rende anche più facile il momento del riordino.
Mia madre nel frattempo si è portata fuori i quattro nani sani e ha raccolto un po' di fiori del tarassaco e pannocchiette viola (il nome vero è muscari, ma noi le abbiamo sempre chiamate così); rientrati ci siamo messi a colorare le uova per Pasqua con i fiori raccolti e le bucce di cipolla. E' un lavoretto carino, le uova sono tutte decorate e poi si possono anche mangiare, visto che si usano prodotti naturali.
Ecco il risultato:


Per farli serve del filo che tenga i fiori attaccati all'uovo e dei fazzoletti di stoffa o strofinacci in cui avvolgere uova+fiori; si mettono in acqua con un pugnetto di sale e si cuociono per circa 8 minuti dall'inizio del bollore, lasciandoli poi fermi fino al raffreddamento.
Ho letto in giro che si possono colorare con moltissimi ingredienti naturali: caffè o thè nero/marrone, barbabietole/rosa o viola, cavolo rosso o karkadè/rosso o rosa, zafferano o curcuma/giallo, spinaci/verde, paprika/arancione...In questo caso però i colori saranno omogenei, mentre con i fiori vengono dei veri e propri disegni.

Mattinata quindi passata in velocità e, siccome ce lo siamo meritate, durante la siesta nanerucola ho comprato su Groupon un paio di orecchini Swarovski per mia madre e una borsa Desigual per me, entrambi super scontati.
Giornata particolarmente soddisfacente :)

martedì 11 aprile 2017

Un intero villaggio

Non sono scomparsa, ma sono partita per le vacanze di aprile che stiamo passando da mia sorella a Nottingham come da tre anni a questa parte e, come da tre anni a questa parte, senza il Navigante, in missione per due mesi.
Sono partita sola, con i tre nani (di cui una con la febbre), un passeggino, una valigia da imbarcare, uno zaino e un trolley formato nani, così almeno quello se lo sono smazzolati loro. Ho preso l'aereo a Nizza, arrivo a Luton, navetta verso la stazione dei treni, due ore di treno e arrivo a Nottingham, dove ci aspettava mia sorella.
Abbiamo mangiato i panini fatti la sera prima come dei barboni sulle sedie della sala d'aspetto della stazione e siccome non volevo togliere il Francese dal passeggino, sperando che dormisse (speranza vana visto che si è addormentato all'ultima stazione prima di Nottingham), poi abbiamo fatto le due ore di treno nell'anticamera della carrozza con la Belva in braccio, il Francese che imperterrito chiacchierava nel passeggino e il Vitellino buttato per terra (grave errore...vedi successivo).
Arrivati da mia sorella devo dire che siamo stati graziati con il clima (domenica c'erano addirittura 20°!), ma siccome il 2017 non accenna a migliorare, abbiamo dovuto già far fronte a febbre delle Belva, scariche di gastroenterite sparse e, chicca delle chicche, pidocchi del Vitellino prima (presi molto probabilmente sul treno di cui sopra) e del Cugino Piccolo poi, con conseguente trattamento di tutti quanti (4 adulti perché c'è anche mia madre, e 4 bambini grandi) e scongiuri che non li prenda il Francese, troppo piccolo per fare il trattamento chimico.
La sera che abbiamo scoperto i pidocchi io e la Sister siamo uscite a bere per disperazione...forse non ci si rende conto di cosa significa disinfestare dai pidocchi una casa dove vivono 9 persone...

Alle volte in tutto questo casino mi sembra di non riuscire nemmeno a vedere i miei figli durante l'intero arco della giornata, li metto a dormire con un bacio veloce la sera e mi dico "ma...di già??? Che fine ha fatto tutto il giorno?!". Alle volte francamente è impossibile vivere in 9 in 90mq senza scannarci a vicenda (soprattutto in una famiglia come la nostra), ma poi quando la Cugina Grande lava le mani al Francese senza che le si chieda niente, mia mamma tiene i bambini mentre io e la Sister facciamo la spesa e ci beviamo un caffè da Costa, mio cognato cucina per tutti, io e la Sister abbiamo il tempo di andare a correre quasi ogni giorno e riusciamo pure a fare gite fuori porta tutti insieme senza perdere qualcuno per strada...bè proprio queste cose mi ricordano quel proverbio africano che tanto mi piace: "Per educare un bambino ci vuole un intero villaggio".

E speriamo che almeno continui a reggere il tempo...

lunedì 3 aprile 2017

La Messa a Tolone

Io sono cattolica, più o meno praticante, nel senso che non vado a Messa tutte le domenica, né seguo strettamente le regole, ma cerco comunque di far entrare la religione nella nostra routine anche se so che potremmo fare molto molto meglio. Non è stato sempre così.
Sono stata cattolica per cultura, per educazione, quando andavo a Messa perché obbligata da mia madre o per fare catechismo. Per un po' durante la mia carriera agonistica, non lo sono stata quasi per niente, andando solo nelle feste comandante, quando non dovevo allenarmi o gareggiare.
Infine, quando mi sono trovata sola, lontana da casa 1000km e in una scuola militare, mi sono rifugiata in Chiesa per scappare da una routine schiacciante, mi sono rintanata lì per riposare, pensare, poi per cantare nel coro ed è stato lì che finalmente ho trovato quello che cercavo.
La Chiesa, andare a Messa, è per me un momento di calma assoluta, ascoltare parole e discorsi alle volte francamente incomprensibili, ripetere insieme a più persone le stesse parole come fossi in trance, una specie di momento estatico che mi mette in comunicazione con le persone attorno e con quel qualcosa/qualcuno più grande di noi, che sia Dio, Allah, Buddah o chi altro.
Come me, il Navigante, che ho trovato proprio in quella scuola militare, proprio in quel coro, con cui condivido questo senso religioso un po' al di fuori delle righe; con lui ho ascoltato messe in spagnolo nella nostra avventura expat in Andalucia, in polacco sul Cammino di Santiago, in svedese a Stoccolma, in francese ora ovviamente...che già è difficile seguire per filo e per segno in italiano, figurarsi in un'altra lingua! Ma è proprio il suono del parroco e delle persone che rispondono che mi piace e di cui non riesco francamente a fare a meno.
Alla nascita dei due nani grandi ho però praticamente smesso di andare a Messa, il mio momento estatico di calma e ascolto era diventato un momento di stress, dove andavo per dovere, ma in realtà non c'ero affatto dentro, troppo occupata e preoccupata che i nani non facessero casino.
Finché non ci ho riprovato qui, a Tolone, dopo aver scoperto che in varie chiese c'era la "messa dei bambini"; siamo quindi andati nella chiesa affianco casa nostra (ma di cui non si sentono mai le campane purtroppo, chissà come mai) e all'arrivo della Liturgia ci vengono letteralmente rapiti i bambini che vanno in un'altra stanza dove colorano scene tratte dal Vangelo del giorno, leggono e viene spiegato il Vangelo e imparano le canzoni della Messa. Per i bambini sotto i tre anni è prevista inoltre una "guarderie", ma penso siano in pochi ad usufruirne, anche perché se un bimbo ha bisogno di muoversi o piange, c'è la stanzetta dell'oratorio da poter utilizzare e dove si può continuare a sentire la Messa in video. I bambini rientrano dopo la recitazione del Credo, pronti per consegnare il soldino e per venire a farsi benedire dal prete durante la Comunione (si mettono in fila insieme ai genitori con le mani a croce sul petto, in modo tale che il prete sa se hanno fatto già la Prima Comunione o no).
Nel resto del tempo ci sono una quantità di bambini seduti a leggere o sdraiati al suolo a disegnare e nessuno si stupisce della cosa, anzi. Nel mio quartiere e in quelli vicino, vivono moltissime famiglie della Marina francese, tutte molto cattoliche e tutte con molti figli, tre come minimo, ma anche quattro, cinque o più e la Chiesa è sempre ricolma di bambini, tanto che quando se ne vanno per la Liturgie sembra proprio svuotata! Ma la Chiesa è pronta ad accoglierli, ad accettare che siano bimbi che non possono seguire una Messa per un'ora di seguito e mettono in atto svariati stratagemmi perché tutti ne escano contenti, senza sguardi straniti di vecchiette incartapecorite per il fatto che pretendi andare a Messa con tre bambini piccoli. I bimbi non si annoiano troppo e imparano, gli adulti seguono la Messa, il prete può "lavorare" in pace.
E quindi ora sono di nuovo una cattolica più o meno praticante :)

martedì 28 marzo 2017

Di passioni, valori personali e scelte imposte

L'ultimo post della Puff sul rugby mi ha spinto a chiederle consiglio, ma siccome il commento diventava un po' prolisso, ho pensato di scrivere un post, in modo tale da poter sottoporre il dubbio a più persone.
Allora le cose stanno così: io ho proprio voglia di iscrivere il Vitellino a rugby, oltre ad essere uno sport che mi piace e che possiede tutti valori in cui credo, lui ce lo vedo in pieno: è bello piazzato, alto e massiccio (veste già 6 anni e non ne ha nemmeno 5!), pieno di energia (anche troppo!) e ha una forte necessità di spenderla, questa energia in eccesso. Quest'anno visto il grande cambiamento in programma, ossia il trasloco, ho voluto evitare di iscrivere entrambi a qualcosa di nuovo, quindi ho lasciato solo la piscina, ma mi sono già informata per il prossimo anno e vicino a dove vivremo c'è una società di rugby che allena anche i più piccoli (under 6).
Ma, c'è un grosso ma, ossia il piccolo non fa altro che parlare di calcio, che vuole giocare a calcio, che "va bene provo rugby, ma poi farò calcio", "guarda mamma un campo di calcio"...tra l'altro non capisco come mai tutta sta fissa, visto che noi non guardiamo partite di calcio, non siamo tifosi, non guardiamo TV, se non qualche dvd o video su youtube (quindi niente pubblicità o cartoni sul calcio), infine qui a Tolone tutti i bambini fanno rugby ed è probabilmente l'unica città francese a non avere nemmeno uno stadio di calcio! Insomma non credo che sia una passione indotta dall'esterno, ma sia proprio una cosa sua.
Ora il calcio ma anche no, cioè da ex sportiva vedo il calcio come l'anti sport per eccellenza, dove gira tutto intorno a dei non-valori quali i soldi, l'apparenza, il farsi notare per poter avere delle chance e la violenza gratuita, che scaturisce per il solo fatto di essere diverso, appartenente a una squadra diversa. Non riesco a trovare un solo punto positivo in questo sport che non sia il fatto di fare comunque attività fisica, che è ottimo, ma purtroppo tutto il resto per me conta eccome, perché altrimenti se l'obiettivo fosse solo il movimento di per sè, non lo iscriverei da nessuna parte e lo farei solo giocare, correre, saltare nel giardino che sempre di attività fisica si tratta!
No, per me sport significa tanto tanto altro, è una scuola di vita che ti insegna qualcosa che la famiglia non riesce e non può insegnarti, è una passione che va al di là del "mi piace andare a correre o tirare due calci al pallone insieme agli amici", è amicizia, sacrificio di quello buono, competizione di quella buona.
Però, però...io, sua madre, chi sono per imporre uno sport, per dire "no la tua è la scelta sbagliata", per mettere in secondo piano i suoi desideri e fargli fare qualcosa che aggrada me, anche se ritengo che per lui sia meglio? Mia madre l'ha fatto con me, nella scelta del liceo, e ancora la rimprovero per questo...
So benissimo che questa non è una scelta di vitale importanza, che non posso paragonarla alla scelta del liceo e che posso sempre tornare sui miei passi, però mi sento un po' male ogni volta che lui si illumina pensando al calcio e so che rientrare in Italia, la patria di questo sport, non mi aiuterà nel dissuaderlo da questo forte desiderio. Al Vitellino ho quindi fatto questo discorso: "Quando rientriamo in Italia ti iscrivo a rugby per un anno, se non ti piace poi cambiamo e ti faccio fare calcio" sperando nel profondo del mio cuore non mi chieda mai di cambiare.

Che mi dite?

lunedì 27 marzo 2017

La grotte de Sainte Marie-Madeleine

Giovedì, venerdì e sabato sono state le prime giornate di primavera: pioggia e vento la loro caratteristica principale, yeah! Quindi scalpitavo per una domenica da passare insieme in mezzo alla natura, visto che le previsioni erano ben diverse.
Sinceramente non sapevamo bene cosa fare, finché mi si è accesa una lampadina e mi sono ricordata di un luogo suggeritomi da una coppia di siriani cattolici in asilo politico conosciuti al corso di francese; si trattava di una grotta raggiungibile solo a piedi all'interno della quale vi si trova una cappella dedicata a Santa Maria Maddalena.
Ci siamo un po' informati su internet per capire la difficoltà del percorso a piedi (abbiamo pur sempre tre nani da scarrozzare, di cui uno da portare in spalla!) e abbiamo deciso che poteva essere fattibile, quindi piccola spesa veloce nel market sotto casa per il pranzo al sacco e organizzazione sommaria prima della nanna.
Il mattino dopo, complice l'ora "persa" abbiamo fatto un'abbondante colazione, in modo tale da non dover aver il problema del pranzo troppo presto (comunque li rifocillavo lungo il cammino con frutta secca!), e siamo partiti verso le undici. Da Tolone ci si mette un'ora abbondante di macchina, sia che si vada per l'autostrada o sia percorrendo la strada normale, cambiano i km, ma non il tempo.
Abbiamo lasciato la macchina in uno dei parcheggi gratuiti attorno all'Hostellerie de la Sainte Baume, più precisamente quello centrale, da cui parte un sentiero dritto ben visibile. Alla fine di questa stradina c'è un piccolo ponticello e si entra nella forêt de la Sainte Baume, e il sentiero inizia a salire sia verso destra (chemin de roi), che verso sinistra (chemin du canapè). Noi siamo andati a sinistra, il sentiero è più facile, anche se leggermente più lungo, per poi ridiscendere dall'altro lato, dove il sentiero è più difficoltoso, ma più carino, proprio in mezzo al bosco.
La salita, come la discesa, per noi sono durate poco meno di un'ora e i nani sono stati davvero contenti, non hanno lagnato troppo e il Vitellino, appena siamo arrivati alla grotta, è entrato chiedendo se potevamo accendere una candelina per il nonno, come se non volesse fare che quello...lacrime a profusione...
Dopo aver visitato la chiesa, piccola e umidissima, che si raggiunge dopo una bella rampa di scale, ci siamo fermati a mangiare all'abri du pelerin, ossia il rifugio del pellegrino: una stanza con camino e qualche tavolo messa a disposizione per chi volesse mangiare il proprio pranzo al sacco. I bambini erano entusiasti! C'erano alcuni libri per grandi e piccini, oltre che acqua, bollitore del the e relative bustine, un paio di mele, un micronde e condimenti vari, e tutto il necessario per ripulire. Unico neo: in cima nessun bagno, quindi ai nani abbiamo fatto far pipì nel bosco, il Navigante essendo uomo non ha problemi a farla dove sia, io invece me la sono dovuta tenere fino all'Hostellerie (non che me ne freghi molto di farla in mezzo al bosco, ma c'era un viavai continuo di gente e non mi pareva il caso ;P) dove ci sono bagni gratuiti.
Vicino all'Hostellerie ci sono anche un bar dove poter mangiare e un ristorante, inoltre su prenotazione si può mangiare nell'Hostellerie stessa, dove i monaci domenicani preparano i pasti per i turisti ad orari ben precisi. Sul sito ci sono pure i menù di tutta la settimana, oltre che alle tariffe degli alloggi.
E' stata una bella giornata e i bimbi alla fine erano davvero cotti, vi lascio un paio di foto e se qualcuno avesse bisogno di info, non esiti a chiedere.

I vari percorsi per raggiungere la grotta.
Il bosco, la montagna e gli edifici intorno alla grotta
Altare principale all'interno della grotta
Chemin de canapè, quello che noi abbiamo fatto al ritorno

venerdì 24 marzo 2017

Ancora truffe, questa volta online

Sono anni che ormai noi utilizziamo internet per comprare e vendere, avevo pure fatto una sezione Mercatino qui sul blog, ma poi trasferendomi all'estero l'ho un po' abbandonata. Comunque sta di fatto che siamo abbastanza scafati anche con l'utilizzo di Paypal, ma ciò non toglie che stavolta, al contrario di qualche tempo fa quando siamo stati più sgami, ci siamo fatti (quasi) fregare.

Sto mettendo svariate cosucce sul sito francese Leboncoin, tra cui il nostro mitico passeggino trio tre ruote delle CAM a un prezzo davvero stracciato (50€ se qualcuno è interessato...) perché ormai il suo l'ha fatto e con il Francese usiamo solo il passeggino leggero.
Ricevo quasi immediatamente un messaggio di qualcuno interessato, ma che vuol trattare solo via mail, per me nessun problema quindi inizia uno scambio epistolare dove la tipa, piuttosto pressante, ci chiede di pagare via Paypal.
Nessun problema nemmeno quello, quindi ci chiede i dati e ci manda i suoi dicendo che appena il pacco sarà inviato Paypal sbloccherà il pagamento a nostro favore, non conoscevo questa metodologia, ma non mi è parsa così dubbiosa. Devo ammettere che sono stata fessa, se avessi ben guardato la mail di riepilogo di Paypal avrei notato subito che era un falso: service.paypalvirementenligne1@gmail.com ...sì, lo so siamo stati proprio pirli, solo che probabilmente ci interessava vendere il passeggino e non ci siamo fatti troppi scrupoli.
Quello che un po' in realtà mi aveva insospettito erano le insistenze della tipa (o tipo? Chi lo sa...) che chiedeva continuamente se i pacchi erano stati mandati, ma siccome ho imparato che nel mondo ce n'è parecchia di gente strana, l'ho bollato come un comportamento un po' fuori dalle righe magari dovuto al fatto che aveva bisogno urgente del passeggino.
Comunque, dopo aver smadonnato per due giorni prima per cercare un pacco adeguatamente grande che non abbiamo trovato, e poi per crearne uno ad hoc, spiediamo sto benedetto pacco per 50€ e mandiamo i riferimenti alla tipa.
In men che non si dica ci arriva una mail da Paypal dicendo che essendo un conto in Svizzera noi non avevamo le credenziali internazionali per accedervi e che avremmo dovuto versare 500€ che poi ci sarebbero state rimborsate. Ok fessi, ma non fino a questo punto.
Iniziamo quindi ad indagare prima con la tipa, che ovviamente ci rassicura che tutto è normale e quei soldi ci verranno subito rimborsati (ecccertooooo!!), poi cercando su internet e rendendoci definitivamente conto che fosse una truffa. Giusto per darvi qualche altro link: qui una pagina dove vengono spiegate le truffe a nome Paypal e qui un'altra esperienza simile alla mia, solo che il tipo è stato più sgamo di me e se n'è accorto prima di spedire l'oggetto in questione.
Quando abbiamo scritto dicendo che non avremmo spedito fino a che non avessimo avuto i soldi, la tipa o tipo ci ha pure minacciato di chiamare un avvocato se non avessi pagato (???? Sì, certo! Un avvocato ci vuole per te!!!) e poi ha inviato un'altra falsa mail dove venivamo avvisati che era stato aperto un procedimento legale nei nostri confronti. Insomma alla fine ha sparato tutte le cartucce che poteva sparare, ma in questo modo non ha fatto altro che ribadire quanto le sue azioni fossero fraudolente.
Alla fine per fortuna per noi è stata solo una gran rottura di palle: denuncia dalla Polizia prima poi blocco della spedizione, sperando che il passeggino arrivi integro; è vero, abbiamo perso 50€, ossia la spedizione che non ci verrà rimborsata, ma quello che più rode è essere stati presi per il naso in questo modo da qualcuno che si è approfittato della nostra buona fede.

Comunque mi raccomando di stare attenti quando vendete qualcosa su internet, evitate Paypal per quanto possibile e fate girare queste esperienze in modo tale che tutti possano proteggersi dai truffatori.

lunedì 20 marzo 2017

Kids run a Marsiglia e Corso Fleuri a Le Lavandou

Potrei scrivere un bel post spazzacuore sulla mia prima festa del papà senza un papà, ma non sono così ipocrita dato che erano anni che probabilmente non mi ricordavo neanche di fargli gli auguri, dato che poi qui in Francia la festa del papà è a giugno.
Potrei scrivere un bel post sulla mia vita da mamma che oggi aveva in programma una bella corsetta lunga dopo aver lasciato il Francese alla creche, ma il Vitellino ha vomitato l'anima e quindi ogni programma mio è saltato, come sempre.
Invece mi concentro sul bello della vita e questo weekend lo è stato sul serio, con tempo primaverile, tanti momenti di famiglia, tanti momenti tra amici, quello che più amo.

Sabato innanzitutto siamo andati a Marsiglia per far correre alla Belva e al Vitellino la Marathoons o Pitch Marathon, ossia la corsa dedicata ai bambini nell'ambito delle animazioni per la Maratona di Marsiglia. 800 m, un pettolare con il numero 1 per tutti, una medaglia e una merenda: ricetta perfetta per un bambino felice!
Se non fosse per quei 10 minuti in cui non si capiva dov'era finita la Belva e che mi ha fatto perdere tra i 15 e i 20 anni di vita...vabbè niente di grave, si è fermata poco prima dell'arrivo e una signora dell'organizzazione l'ha recuperata, per lo meno abbiamo capito perfettamente il perché sul dossard vanno scritti nome del bimbo e numero di telefono dei genitori...
A parte questo dettaglio che mi farà fare incubi per il resto della mia vita, la giornata è stata proprio piacevole: abbiamo visitato un po' Marsiglia, in particolare il quartiere Le Panier, abbiamo fatto un pranzo veloce con quiche e insalatona, e poi la gara dei bimbi. Mi piace farli partecipare a queste manifestazioni, far sì che lo sport faccia parte della loro vita mi preme molto da ex sportiva quale sono e mi rende davvero felice vederli partecipare così convinti e contenti.

Domenica in teoria il Navigante doveva andare di nuovo a Marsiglia per fare la 10 km (di cui aveva vinto il dossard), ma ha deciso di stare con noi, quindi ci siamo organizzati con degli amici per andare a fare un picnic in spiaggia e poi assistere al Corso Fleuri a Le Lavandou.
Questa è una manifestazione che qui nel sud della Francia si può vedere un po' dappertutto con l'arrivo della primavera: è una sfilata di carri simil carnevaleschi, ma con protagonisti i fiori. Tutto il carro è costruito con fiori, chi è sopra al carro lancia fiori al pubblico e alla fine della sfilata si prendono i fiori dai carri e c'è una specie di guerra, a cui però non abbiamo assistito perché ci siamo avviati verso casa con tre nani ricolmi di sabbia e coriandoli.
Ecco qualche esempio di carro fiorito:








E' stato davvero un bel weekend, tranquillo, ma ricco e, soprattutto, pieno di noi. Questi due mesi lontani non ci volevano, ma non importa, sapremo rifarci.
Per ora godiamoci il bello che ci viene offerto...

giovedì 16 marzo 2017

Il 2017 non si smentisce...

E niente ci sono anni dedicati all'espiazione dei peccati, il 2017 è il mio.
Eravamo rimasti che il Navigante partiva tre settimane a fine marzo e poi traslocavamo per la metà/fine agosto. Non esultiamo, ma quanto meno ci si godeva tutta la primavera con i tanti ponti lunghi francesi e praticamente tutta l'estate, poi trasloco e pronti per il rientro scolastico in tutta tranquillità.
Perfetto no? Appunto perfetto per un anno diverso da questo.
La notizia di ieri è stata che il sostituto del Navigante non può arrivare prima del 6 settembre, il che significa passaggio di consegne a metà settembre. Figo!! Un mese in più qui!! E invece no, perché il 15 settembre inizia la scuola e la Belva entra in prima elementare e non si può certo mancare. La soluzione versosimilmenten è che faremo il trasloco ai primi di settembre poi il Navigante tornerà in Francia per fare il passaggio con il suo successore e io mi ciuccerò l'inizio della scuola e dell'asilo tutta sola. Tanto per cominciare bene l'anno romano.
Non è finita, perché questa è la notizia di ieri; quella di oggi è che le tre settimane a fine marzo sono sostituite con due mesi (aprile-giugno) in Bahrein. #mainagioia è un eufemismo! Niente ponti lunghi, niente primi caldi insieme, niente gitarelle primaverili per il terzo anno su quattro, ma grazie al cielo rientra per la kermesse di fine anno.
E per finire in bellezza una giornata iniziata alle 5.50 (perché il Francese sta facendo groooosse mattinate e sieste minuscole!), oggi dovevamo andare a cena in un ristorante figo con un coupon Groupon, ma il padrone ha avuto un malore quindi ristorante chiuso e cena saltata.
Dai, ora venitemi a dire che gli anni sfigati non esistono!!!

mercoledì 15 marzo 2017

Giornata avvelenata

Torniamo un attimo sul mio essere mamma, tralasciando quello dell'essere figlia orfana di padre...che mamma mia ora che lo scrivo mi pare davvero una cosa insormontabile...vabbè, dicevamo?
Ah sì, allora oggi all'ecole dei due nani grandi c'era la festa di carnevale, che qui festeggiano sempre in primavera per poter godere delle belle giornate. Mi sono travestita da Minnie (e ho dei testimoni tra di voi!), ho fatto dei cupcakes che ho finito di decorare ieri sera alle 21, ho portanto il Francese alla creche camminando e sono tornata correndo in modo da ottimizzare quella mezz'ora di buco.
Sono stata con loro, li ho sentiti cantare, li ho visti giocare tutti belli travestiti con dei travestimenti nuovi che gli avevo tenuto nascosto fino a ieri sera per fargli una sorpresa, hanno mangiato una scatervata di dolci senza che mettessi becco.
Avevo solo chiesto di essere poi veloci all'uscita perché dovevo recuperare il Francese, ma niente, la piazzata parte sempre. Che sia dell'uno o dell'altra (in questo caso della Belva) il capriccio insulso e inutile, scarica-tensione dopo una bella giornata arriva sicuro come il Natale dopo la Vigilia.
Razionalmente so che gli zuccheri, la stanchezza, l'eccitazione non possono che essere sfogate in qualche modo, ma emotivamente vedo questi capricci come un attacco a tutto quello che cerco di fare per loro. E allora mi parte l'embolo, perché sarebbe molto più facile non fare dolcetti, non andare alle feste, non essere presente; in fondo potevo starmene da mia madre ad aspettare la cremazione di mio padre e il Navigante si sarebbe arrangiato, ma loro non avrebbero avuto nessuno alla loro festa di Carnevale e quindi anche questo mi ha fatto ritornare.
E allora chi cavolo me lo fa fare, se poi devo avvelenarmi la giornata per un capriccio che non sta né in cielo, né in terra, tra l'altro davanti a una miriade di persone, cosa che rende il tutto ancora più fastidioso?
Per favore non ditemi che non devo prenderla sul personale, non ditemi che sapranno apprezzare ogni mio gesto solo tra 20 anni, non ditemi che devo far finta di niente...ditemi qualcosa che non so per favore!!!

lunedì 13 marzo 2017

Ritorno alla - dura - realtà

Sono tornata in Francia, dai miei pargoli e da mio marito, che questa settimana è super preso con il lavoro e non avrebbe potuto gestire anche i bimbi. Ho lasciato quindi mia madre da sola a gestire questa sua nuova tappa della vita, che è anche giusto, però non potrò essere con lei quando finalmente mio padre verrà cremato e portato in cimitero e questo mi distrugge.
Essere tornata qua mi ha fatto più male che bene. Non riesco a trovare la mia dimensione, sono troppo nervosa per badare bene ai bimbi, per non parlare del casino in cui versava la casa...e non venitemi a dire povero marito che si è tenuto i bambini 10 giorni, perché potrei sclerare! Io ho passato mesi interi da sola, incinta, non incinta, con uno, due o tre figli, ho dovuto chiedere aiuto a chicchessia per le più disparate situazioni, portando avanti casa, figli, agenda, varie ed eventuali, e l'unica cosa che mi sento dire è "l'hai scelto tu!". Lui si fa 10 giorni con i bimbi perennemente a scuola e tutti a fargli la ola per quattro lavatrici stese...Ho un attimino di dente avvelenato!!
Comunque ora dopo aver messo a posto quasi tutto quello che avevo tirato fuori per la Costa Rica e che ancora vagava per casa (...serve che commenti??), mi guardo intorno sconsolata pensando a mesi di scatole, scatoloni, spese ragionate per evitare ammassamenti inutili in dispensa, svuotamenti di frigo e freezer, per non parlare dei 5 kg da perdere che ho messo su da Natale ad ora.
Vi giuro che mi viene da piangere e vorrei solo tornare da mia mamma a fare la badante del reparto geriatrico di casa mia, mi fermano solo i chili che probabilmente finirei per prendere ancora!! Ecco qua, la mammina felice di essere rientrata a riabbracciare i figlioli...

mercoledì 1 marzo 2017

Buon compleanno

Oggi è il mio compleanno. Ed è davvero una giornataccia. Oggi tutto quello che mi circonda è permeato dall'assenza di mio papà e ogni volta è una stilettata allo stomaco.
Sono ormai passati 13 anni da quando sono partita da casa mia e me ne sono andata alla scoperta della vita fuori dalla famiglia. Sono partita quasi correndo perché per tutta l'adolescenza volevo solo fuggire da questa famiglia perennemente in litigio, che non mi permetteva di essere libera, che era asfissiante e ricolma di problemi che non potevo né superare, né tantomeno porvi rimedio. Sono scappata leggera e non ho mai avuto nostalgia di casa, dei miei genitori, dei miei amici. Tornavo sistematicamente, ma sistematicamente non vedevo l'ora di fuggire ancora.
In questi 13 anni ho lavorato sui miei di problemi, ho fatto la mia famiglia, ho partorito tre figli e ho dovuto dire addio ad altri due, ho toccato con mano le difficoltà di una coppia, di una mamma, di una moglie. Ho rivalutato la mia famiglia d'origine e ogni volta che rientro non ho più quella voglia di scappare che mi assaliva un tempo, anzi penso a tutto quello che potrei costruire qui con la mia famiglia attuale.
Mio padre in tutto questo è sempre stato marginale. Gran parte dei nostri problemi erano causati da lui e non era una persona con cui poterne parlare, quindi alla fine l'ho accettato per com'era, per quello che era adesso, non quello che era una volta. E andava bene così, con le sue piccole manie, il caratteraccio (chi meglio di me può capirlo?), la sua presenza/assenza così rassicurante. Non era parte della mia quotidianità come lo è mia madre, con cui mi sento su whatsapp, con cui faccio piani, con cui parlo di tutto (ora...perché da adolescente invece...), quindi alle volte è facile passare oltre, continuare la mia vita come sempre ho fatto senza essere sopraffatta dal dolore della perdita, perché in fondo non ho perso una persona che interagiva con me costantemente.
Però ho perso ricordi, la possibilità di farne ancora, ho perso la persona che oggi avrebbe mangiato almeno cinque pasticcini uno di fila all'altro e boffonchiando ti avrebbe chiesto "dai facciamo a metà di questo!" rifilandoti in mano un pasticcino mozzicato (ricordiamoci che era diabetico!), ho perso la persona a cui dare la colpa per il mio carattere di merda, ho perso le risate e le urla, ho perso la voglia di fare un altro figlio, perché lui non potrà tenerlo in braccio e questo mi strazierebbe ogni giorno.
Oggi è il mio compleanno e quello che penso è che non è giusto, che a 34 anni non merito anche questo dolore, che ne abbiamo passate tante e potevamo avere qualche anno di pace. Ma no e va bene così, alla fine accetteremo anche questo.

martedì 28 febbraio 2017

2017 hai anche rotto tre quarti di m...

Il 2017 non è il mio anno. Siamo appena al secondo mese e posso già tranquillamente classificarlo come il peggior anno di sempre.
Se il primo mese è stato tosto, alla fine del secondo mese posso dire che il primo era solamente un antipasto, anzi no un aperitivo di quelli sfigati francesi dove per 7 € non ti mettono manco le patatine. Perché il secondo mese, ragazzi miei, ha ammazzato tutta la positività e la voglia di sorridere al futuro.
Le prime due settimane in attesa di capire se mio padre ce l'avrebbe fatta, poi la sua morte, il funerale, il dolore inaccettabile che ci ha colpiti tutti. Le settimane successive aspettando la sua cremazione (e ancora aspettiamo, visto che c'è un solo crematorio per un'area molto vasta e pare che tutti si vogliano far cremare al giorno d'oggi), tirandosi su a vicenda, facendo scartoffie e un decluttering che non si riesce proprio a terminare.
E poi noi come famiglia, che abbiamo saltato le vacanze, abbiamo speso altri 1400€ per il tagliando della macchina (se avevamo velleità di cambiarla, ora se ne parla tra 150000 km!) e abbiamo ricevuto finalmente la risposta dall'Italia alla richiesta di poter rimanere un anno in più in Francia. Ovviamente negativa. Perché questo 2017 ha deciso di esserci antipatico fino in fondo.
Quindi ora posso finalmente organizzare la mia vita, non sono più nel limbo, solo che, al di là di cosa sperassi, ora come ora mentalmente non posso pensare di riuscire a organizzare un trasloco. Sapevo che poteva accadere, alcune cose sono già state organizzate, ho pure fatto un lavoro sulla mia attitudine riguardo alla situazione per evitare di influenzare i nani.
Sono stata francamente brava. Ma questo lutto mi ha spiazzato e non credo di essere in grado di sopportare altro stress, sto giro non ce la posso fare.

PS: datemi qualche giorno e vi do tutti i dettagli. Devo prima digerire tutto quello che mi è successo in meno di 30 giorni.

domenica 26 febbraio 2017

E ora il limbo...

Alla spicciolata se ne sono andata via tutti: la prima è stata mia sorella che doveva tornare a lavorare dopo pochi giorni dal funerale; mio cognato invece aveva da tempo organizzato una vacanza qui con i bimbi ed è quindi rimasto una settimana in più; il Navigante è rimasto fino alla fine delle vacanze scolastiche dei bimbi grandi e stamattina è ripartito insieme al Vitellino e alla Belva; siamo rimasti solo io, mia mamma e il Francese.
Questa grande casa che ha ospitato tutti, fino a stamattina era stracolma di valigie, letti disfatti, risate e strilli di bimbi, mentre ora è in ordine e a posto, seppur ci sia un nanetto di 15 mesi che trappoleggia in giro!
L'idea era di far abituare mia madre pian piano al silenzio, alla solitudine che un lutto del genere ha portato, un'idea idiota perché come puoi abituarti all'assenza della persona che hai amato per più di 40 anni, con cui hai fatto due figlie, costruito una casa e con cui avevi ancora una marea di progetti in ballo? A parer mio non è possibile, a parer mio la famosa fase dell'accettazione non esiste, non puoi accettare di aver detto addio alla persona che ami, vai avanti e ti abitui a una vita vuota che non è quella che speravi, ti adatti e la vivi anche al meglio, ma accettarlo è tutta un'altra storia.
Quindi fino a quando il Navigante può farcela nella gestione dei due nani grandi, io rimarrò qui a fare da mamma alla mia mamma, anche se il dubbio che non serva a molto ce l'ho eccome. Poi l'idea è di portarmela a Tolone o, nel caso dovessi partire prima di lei per X motivo, di ritrovarci tutti agli inizi di aprile da mia sorella in Inghilterra.
Avevo detto che la mia vita era programmata fino alla vacanza in Costa Rica, poi c'era il nero assoluto; non avevo idea che il nero sarebbe arrivato prima. E quindi adesso sono in attesa di riorganizzare per l'ennesima volta tutta la mia vita, di sapere cosa ne sarà di noi per i prossimi anni, sono ancora una volta in quello stato di limbo che ciclicamente ritorna e che odio profondamente. Con in più questo un dolore nel cuore che non credo mi abbandonerà più.

mercoledì 22 febbraio 2017

Il tempo

Ho provato a iniziare questo post milioni di volte. Il tempo è volato, c'è sempre qualcuno con cui parlare, qualcosa da fare, ma soprattutto non so cosa effettivamente scrivere. Il dolore che ci ha colpiti, sebbene avendo avuto preavviso a sufficienza per elaborare l'eventuale lutto, è comunque indescrivibile. Quello che dobbiamo affrontare lo è forse anche di più.
Dovrei e vorrei avere il tempo di scrivere sulle emozioni che sto provando, che vanno e vengono come onde e come onde prima mi sommergono per poi lasciarmi respirare a ritmo quasi regolare, ma l'unica cosa che mi preme davvero è ringraziare chi mi ha commentato, chi mi ha fatto sentire la sua vicinanza anche in questo mondo virtuale. La vicinanza delle persone, amici, parenti, colleghi, venuti al funerale, i telegrammi, i messaggi, le telefonate...non si può spiegare quanto tocchi il cuore, quanto faccia emozionare, quanto aiuti.
La morte di un padre è uno step quasi naturale, ma quando capita, soprattutto così presto, ti rendi conto che della natura te ne sbatti e l'unica cosa che vorresti è ancora tempo. Tempo per i tuoi figli che si creino ricordi con il nonno; tempo per crearne tu di ricordi nuovi senza dover rimanere attaccato a quelli sempre troppo pochi che hai; tempo per apprezzare il tuo genitore come una persona quasi amica e non come saggio educatore; tempo per l'altra metà, nel mio caso per la mia mamma, che aveva da costruire con lui gli anni più belli e invece la vedi cadere in un dolore in cui io non vorrei metterci nemmeno un mignolino.
E questo tempo che non ho più con il mio papà, spero mi farà ricordare da adesso in poi di utilizzarlo meglio che posso con chi è rimasto al mio fianco.

venerdì 10 febbraio 2017

Mandi...

...papà!
Salutami il nonno, il santolo, il cane della Sister e il gatto Pazzo. Sei in buona compagnia, anche se non sono convinta che tu la pensi allo stesso modo...

mercoledì 8 febbraio 2017

Questo viaggio non s'ha da fare...

Ricordo che quando mia sorella si sposò, mio padre rifece tutto il giardino, perché lì avremmo festeggiato dopo la cerimonia: lo arò, lo riseminò e per mesi non potemmo camminarci. Ma era il 2003, una delle estati più calde degli ultimi anni e l'erba sembrava non voler crescere.
Mio padre guardava quel giardino sconsolato e bonfonchiava continuamente "questo matrimonio non s'ha da fare"...che detta da lui questa frase, un operaio con la terza media, che si autoproclamava ignorante non studiato senza troppi giri di parole, faceva un po' specie.
E quindi con questo ricordo in testa penso al mio tanto agognato viaggio in Costa Rica, che ho deciso di annullare, almeno per quanto riguarda me. Perché mio padre è peggiorato. Un'infezione l'ha colpito riempiendolo di catarro che non lo lascia respirare, quindi l'hanno rimesso in terapia intensiva, con un nuovo antibiotico, ma le parole di mia madre sono state "i dottori non se la sentono di dirmi che migliorerà".
Io ho deciso di partire per l'Italia, tra l'altro ho un volo giusto domani, ho detto al Navigante di andare lui coi bimbi e i suoi genitori in Costa Rica, ma non vuole, quindi credo che partiremo in macchina o stanotte o domani.
Forse andremo là, lo abbraccerò e poi lui ancora una volta riuscirà a uscirne. Forse non riuscirò nemmeno a salutarlo un'ultima volta. Quello che so è che la vita da expat in questo momento mi fa davvero schifo.

lunedì 6 febbraio 2017

Gennaio 2017

Il resoconto del mese è il seguente:

- Padre operato, due volte. Prima un bel trapianto di fegato che già di per sè non è proprio una passeggiata, ma che viene superato brillantemente, se non fosse che dopo due settimane si ritrova con una bella perforazione intestinale da cui non riesce ancora ad uscirne e a cui ogni giorno se ne aggiunge una: cuore in fibrillazione, sodio che lo annebbia, reni che lavorano e non lavorano...ma lui lotta, eccome, e questa è l'unica cosa che mi tiene più tranquilla.

- Camper operato. All'inizio sembrava che l'unica soluzione, per non svenarci proprio del tutto, fosse trovare un'officina a Ventimiglia e sobborcarci il viaggio di anda e rianda, ma grazie al cielo siamo riusciti a trovare qualcuno che ce lo sta mettendo a posto ad un prezzo umano, che comunque significa 1500€...vabbè...saranno soldi che noi saremo...

- Casini amministrativi in una casa comprata anni fa tramite una cooperativa militare, dove ancora non abbiamo mai abitato, ma che presumibilmente dovrebbe essere la nostra dimora al rientro da questo periodo in Francia (che tra parentesi ancora non si sa quando finisce se tra 7 mesi o tra un anno e 7 mesi...). L'inquilino del piano di sotto ci ha preso per un bancomat a cui attingere ogni qualvolta ci sia una macchia di muffa nel suo appartamento e il Navigante si è talmente scocciato che è tentato di ritirarsi dalla cooperativa, il che significa riavere i soldi indietro, ma dover cercare una casa a Roma, la qualcosa non è proprio una passeggiata, visto che abbiamo anche già inoltrato le richieste per le varie scuole dei bimbi...

Insomma, sto partendo in vacanza, tornerò a fine febbraio; caro 2017 ti lascio tre settimane di tempo per ridarti un tono, altrimenti io ti saluto e passo direttamente al 2018, grazie!
PS: un'americana mi ha detto che da loro si dice che le situazioni del piffero vanno sempre a tre, quindi dovrei essere a posto...però ora che ci penso in Italia vanno in coppia, giusto?